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Arturo, l’orso più triste del mondo è morto FOTO

BUENOS AIRES – Si chiamava Arturo e viveva nello Zoo di Mendoza, in Argentina, fin dalla tenera età di 8 anni. Lo avevano ribattezzato “l’orso più triste del mondo” dopo che le foto di lui sdraiato e affranto a pancia in giù su una roccia avevano fatto il giro del mondo.

Per anni attivisti e animalisti hanno chiesto il suo trasferimento in una struttura più adeguata. Due anni fa l’ultima petizione che ha raccolto più di mezzo milione di firme per portarlo in Canada. Ma il direttore dello zoo disse che ormai era troppo vecchio per essere trasportato in sicurezza. E così l’orso polare di nome Arturo è rimasto allo zoo di Mendoza fino alla fine dei suoi giorni, con temperature che hanno raggiunto anche i 40° e una vasca troppo piccola per la sua stazza.

Le foto della vita passata in gabbia negli ultimi tre anni sono strappalacrime. Arturo viveva in completa solitudine dopo la morte della sua compagna, Pelusa, avvenuta nel 2012. In tanti si sono mobilitati per lui, associazioni, politici e vip. Ma nessuno è stato in grado di salvare la vita di Arturo, morto a 31 anni nella sua gabbia di fuoco argentina.

Lo zoo di Mendoza è al centro di proteste ormai da tempo: molti militanti animalisti ne chiedono la chiusura. E proprio la morte dell’ultimo orso polare argentino, che viveva lontano dal suo habitat naturale, ha suscitato forti critiche per le condizioni in cui viveva. Le autorità locali stanno studiando la possibilità di riconvertire l’intera area dello zoo e creare così una riserva ecologica.

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