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Autobomba Aleppo. Fotografo disperato, in ginocchio dopo attacco suicida FOTO

ALEPPO – La disperazione di un fotografo che è a terra con la macchina fotografica in mano. La foto è diventata un’immagine simbolo di quanto sta accadendo in Siria in queste ore.

Il fotografo Abd Alkader era lì per documentare insieme ai colleghi l’arrivo ad Aleppo di civili in fuga da Foua e Kefraya, due villaggi siriani controllati da ribelli islamisti e gruppi terroristi. Il fotografo, suo malgrado si è ritrovato invece a salvare vite. Sul posto è avvenuta un‘esplosione kamikaze che ha causato 126 vittime e Alkader, con altri colleghi presenti sul posto ha messo da parte la fotocamera e si è messo a trascinare via dalle fiamme bambini e adulti.

Altre persone presenti sul posto hanno immortalato il suo coraggio e il suo dolore e la foto è finita su Twitter e Facebook. Si tratta di un’immagine simbolo. Nello scatto, accanto ad Abd Alkader Habak c’è il corpo di un bambino ucciso dalla bomba. Sul suo profilo Twitter il fotografo, dopo l’attentato, ha scritto: “Quello che io e i miei colleghi abbiamo fatto dovrebbe ispirare l’umanità e tutti coloro che hanno contribuito a uccidere i bambini di Khan Sheikhan”.

L’attentato è avvenuto sabato 15 aprile. Tra vittime dell’attentato terroristico che ha colpito un convoglio di pullman che stava evacuando profughi, in gran parte sciiti, in fuga dalla città siriana di Aleppo, ci sono almeno 68 sono bambini e 13 le donne. A renderlo noto è l’Osservatore siriano per i diritti umani (Ondus).

Il bilancio dell’attentato kamikaze è salito a 126 morti. Le operazioni di evacuazione dei civili sono riprese oggi, lunedì 17 aprile: almeno 3000 siriani saranno trasferiti da Foua e Kfarya, mentre altri 200, in maggioranza combattenti, saranno evacuati da Zabadani e Madaya.

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