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Arcade (Treviso): cartelli antiladri in arabo e rumeno FOTO

Cartelli antiladri in arabo, rumeno e albanese in strada ad Arcade. L'idea è venuta a Domenico Presti, sindaco leghista.

ARCADE (TREVISO) – Arcade (Treviso): cartelli antiladri in arabo, rumeno e albanese in strada. L’idea di mettere in guardia in questo modo i malintenzionati è venuta a Domenico Presti, sindaco leghista di questo paese che sorge in provincia di Treviso. Lo scopo sarebbe quello di mettere in guardia i malintenzionati e sono stati redatti all’ingresso del comune. C

Il sindaco ha deciso di tradurre in sei lingue l’avviso che dovrebbe spaventare ladruncoli e rapinatori.

Come scrive Il Giornale

“Italiano per tutti, inglese e francese per i turisti. Albanese, arabo e romeno per “avvisare le etnie che più colpiscono oggi“. La citazione è del primo cittadino, che aggiunge anche le motivazioni della propria scelta: “romeni e albanesi che sono pendolari dei furti, e poi una parte degli arabi. Lo scopo è avvisare che nel mio paese è in funzione il sistema di videosorveglianza e che quindi qui non si deve venire a rubare perché le telecamere possono riprendere i malviventi ed i mezzi con cui si muovono”.

“Sul territorio di Arcade, infatti, sono attive ben ventisette telecamere, che in teoria dovrebbero funzionare da deterrente contro eventuali reati, ma anche contribuire in modo decisivo all’identificazione dei colpevoli”.

Ma da cosa nasce l’idea del cartello? Da una parte è dovuta al timore creato da episodi come quelli dell’Audi gialla con a bordo tre uomini presumibilmente di origine slava, che stanno seminando il terrore nel nord-est da un’altra per le posizioni contro l’immigrazione da sempre espresse dalla Lega Nord. Barbara Mannucci, responsabile nazionale donne del partito Noi con Salvini, nei giorni scorsi ha spiegato la sua ricetta per evitare che i profughi molestino o violentino: la castrazione chimica preventiva. Una pasticca e via, ha spiegato ai microfoni di Radio Cusano Campus, allora forse, se davvero sono profughi bisognosi, possono entrare nel nostro Paese. La notizia viene riportata con grande risalto dal sito della testata di centrodestra Libero, e a giudicare dal tono dell’estensore anche a destra sembra un’opinione “forte”:

“Accoglienza per gli immigrati? No, non vi accolgo, ve ne tornate nel Paese vostro – ha azzannato -. Se invece si stratta di veri rifugiati politici, appena arrivano in Italia, è necessaria per loro una castrazione chimica preventiva: quando entrano nel nostro Paese, si dà loro la pasticchetta e li si castra subito, ancora prima che possano fare qualcosa. Così, sapendo quello a cui sono destinati, non vengono in Italia e se ne vanno da un’altra parte o restano al Paese loro”.

Parole che pesano, quelle della Mannucci, ex fedelissima di Marcello Dell’Utri e che, un tempo, si autodefiniva un po’ improvvidamente “la Claretta Petacci di Berlusconi”. Ora si è “convertita” al salvinismo, e spiega: “Quando sento Matteo la mattina mi si mette bene la giornata”. E ancora, ribadisce le sue posizioni: “Ha ragione Salvini quando propone la castrazione chimica per gli immigrati che molestano, ma io sono per una castrazione chimica preventiva”. Dunque una seconda presa di posizione che sta facendo discutere. Commentando un recente fatto di cronaca, ha affermato: “Nel Salernitano c’è stato un raid punitivo contro un marocchino che aveva molestato una ragazzina. Hanno fatto bene – ha commentato senza peli sulla lingua -. Ci sono state sassaiole e colpi di pistola? Vabbè, un po’ di sane botte non fanno mai male a nessuno, così se le ricordano”. E ancora: “Io ho un figlio maschio, ma se avessi una figlia femmina e se qualcuno la toccasse o molestasse per strada, prima di chiamare la Polizia, quel molestatore avrebbe a che fare con me, coi miei parenti, coi miei amici, con tutti. Basta – conclude la pasionaria -, ci siamo veramente stufati, non se ne può più”.

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