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Castel Sant’Angelo diventa una latrina, vergogna a Roma FOTO

ROMA – I muraglioni di Castel Sant’Angelo che diventano un orinatoio. Succede a Roma e succede senza che nessuno intervenga. Senza che ci siano vigili a fermare lo scempio. Con i passanti che fotografano e la città eterna che, ancora una volta, diventa oggetto di sfregio, occasione per raccontare una vergogna. A scriverne, per Il Messaggero, Valeria Arnaldi

Jeans, felpa, capelli corti. Tutti con la medesima urgenza nello stesso momento e tutti affascinati dalla trovata di usare i muraglioni come immensa latrina. Così, sabato alle 17 circa, sulla banchina all’altezza di Castel Sant’Angelo, undici ragazzi, giovani ma non giovanissimi, aiutati probabilmente da qualche birra di troppo, hanno abbassato zip e boxer per urinare tutti insieme, uno accanto all’altro in fila ordinata, sollecitati dal bisogno ma forse, come dimostrano gli sguardi, più che altro divertiti dall’idea di mettere in scena quell’improvvisato «pee mob» a cielo aperto, nel pieno di un pomeriggio affollato, sotto occhi e flash di romani e turisti, che non hanno mancato di fermarsi a guardare. Alcuni, dopo averli fotografati, hanno lanciato la loro disperata denuncia, invocando l’attenzione del Campidoglio. Altri hanno immortalato la scena come souvenir da mostrare agli amici e, chissà, magari emulare, la prossima volta più numerosi, perché la maleducazione si attacca – si vede – l’educazione, a quanto pare, purtroppo no. O più semplicemente, la bruttezza è facile da portare in scena, per la bellezza occorre il talento, che non è quello di inventarsi un wc dove non c’è.

All’oltraggio a Castel Sant’Angelo Il Messaggero dedica anche un lucido commento. Lo firma, denunciando l’abisso di cafoneria e indecenza, Mario Ajello:

Forse soltanto nel 1527, durante il Sacco di Roma, le mura di Castel Sant’Angelo avevano subito un’umiliazione così. Una squadra di lanzichenecchi, undici incivili, invece di fare fuoco e fiamme come i loro predecessori hanno fatto la pipì, davanti a tutti, sulle pareti di questo luogo della grande bellezza. Castel Sant’Angelo ne ha viste tante nel corso dei secoli, e ha resistito a tutto, ma a questo abisso di cafoneria e indecenza non era proprio preparato.

. Ma il vigile dov’è? Possibile che in un giorno così affollato, e in una zona cosi pregiata, manchi un qualsiasi pizzardone dotato di fischietto? La brutta morale di questa storia è che ormai Roma è una sorta di casa di ogni libertà.