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Chernobyl 30 anni dopo: mangiano cibo ancora contaminato

MOSCA – Chernobyl, a trent’anni dal disastro, le persone che vivono vicino al sito della devastante esplosione di Chernobyl ancora mangiano cibo contaminato. Secondo i test scientifici condotti per Greenpeace, la contaminazione complessiva da isotopi chiave come il cesio-137 e lo stronzio-90 continua a persistere, soprattutto in posti come le foreste.

I residenti di queste aree colpite entrano ancora in contatto quotidiano con livelli pericolosamente alti di radiazione nel “cibo che mangiano, bevono e con il legno che usano per le costruzioni”. A causa della crisi economica in Russia, Ucraina e Bielorussia i test nelle zone contaminate dal disastro nucleare sono stati tagliati o ristretti, ha aggiunto GreenPeace.

Il rapporto “Nuclear Scars: The Lasting legacies of Chernobyl and Fukushima” ossia “Cicatrici nucleari: la persistente eredità di Chernobyl e Fukushima“, visionato da Reuters prima della pubblicazione, afferma che “l’Ucraina non ha più fondi sufficienti a finanziare i programmi necessari per proteggere adeguatamente le persone… ciò significa che l’esposizione alle radiazioni di gente che vive ancora nelle zone contaminate probabilmente aumenterà”.

L’Ucraina ha difficoltà economiche aggravate da una rivolta filo-russa nei suoi territori orientali mente Russia e Bielorussia sono finanziariamente sotto pressione. Il rapporto ha rilevato che, in alcuni casi, come nel grano, i livelli di radiazione nelle aree contaminate – dove si stima vivano 5 milioni di persone – erano in realtà aumentate.

“E visto che questa contaminazione presente nei decenni a venire, così sarà il relativo impatto sulla salute”. “Migliaia di bambini, anche se nati 30 anni dopo Chernobyl, ancora bevono latte contaminato”.

Il Ministero della Sanità e delle risorse naturali della Russia non ha risposto immediatamente alla richiesta di Reuters di rilasciare un commento sul rapporto.
In Ucraina, i ministeri della la salute, l’agricoltura e l’ecologia non hanno risposto immediatamente.

GreenPeace ha detto di aver anche condotto test in aree contaminate dal disastro di Fukushima 2011 in Giappone, dove un terremoto e lo tsunami danneggiarono una centrale nucleare e causato una notevole fuga di radiazioni. Come per Chernobyl, le foreste intorno al luogo dell’incidente sono diventate depositi di contaminazione radioattiva che non poteva essere eliminata.

“Rappresentano un rischio per la popolazione per i decenni o addirittura i secoli a venire”, è scritto nel rapporto. GreenPeace ha detto che gli sforzi di decontaminazione del governo giapponese erano stati finora inadeguati, lasciando la porta aperta alla contaminazione degli spazi considerati puliti.

L’esposizione a lungo termine alle radiazioni può portare a gravi malattie. I medici delle zone più colpite da Chernobyl hanno da tempo segnalato un forte aumento dei casi di cancro. Victor Khanayev, un chirurgo del distretto russo di Novozybkov, ha detto che molte persone erano troppo povere per assicurarsi di mangiare solo cibo non contaminato.
“E’ impossibile per le popolazioni rurali e anche i residenti della città, rifiutare prodotti locali della terra e del loro giardino, in particolare con la compensazione monetaria ufficiale così ridotta”, hanno affermato i ricercatori.

Halina Chmulevych, una madre di due figli, single, che vive con loro in un villaggio nella regione di Rivne in Ucraina, è stato citata nel rapporto. Anche lei a volte non ha avuto altra scelta se non quella di nutrire i suoi figli con cibo contaminato. “Abbiamo il latte e il pane e, sì, con le radiazioni. Tutto qui è contaminato. Certo che mi preoccupa, ma che ci posso fare?”.

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