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Dallas, cortei città Usa, arresti. Houston, polizia uccide afroamericano armato

NEW YORK – Mentre in diverse città americane si stavano svolgendo cortei organizzati dal movimento Black Lives Matter, a Houston in Texas la polizia ha ucciso un afroamericano armato, dopo che questo aveva agitato una pistola puntandola anche contro i poliziotti.  E’ accaduto la notte tra venerdì e sabato nella parte sud di Houston dove gli agenti hanno notato l’uomo armato in strada che, secondo quanto riferiscono le autorità locali, si sarebbe rifiutato di mettere giù la pistola. L’uomo ha risposto prima agitandola in aria e poi contro i poliziotti. Gli agenti hanno aperto il fuoco, esplodendo diversi colpi e uccidendo l’uomo.

La vittima si chiamava Alva Braziel. I due agenti sono due veterani della Polizia di Houston e vantano 10 e 13 anni di esperienza. La polizia locale ha aperto un’indagine ed ha riferito che i due agenti indossavano delle “body camera” aggiungendo che quindi dovrebbe essere facile riuscirte a verificare se Braziel abbia o meno puntato la pistola contro di loro.

L’episodio avviene subito dopo la morte dei due afroamericani inermi uccisi dalla polizia,  Philando Castile e Alton Sterling. Le due morti hanno provocato l’attacco a Dallas nel quale sono stati uccisi cinque poliziotti.

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Nelle città americane intanto, da circa due giorni sfilano i sostenitori del Black Lives Matter, organizzazione afroamericana che si batte contro gli omicidi commessi dalla polizia. Gli organizzatori delle manifestazioni hanno rifiutato qualsiasi violenza nei confronti della polizia, ma hanno anche detto di capire la frustrazione che ha portato alla sparatoria nella città texana. “Black Lives Matter non tollera che si spari contro le forze dell’ordine”, spiega l’attore e modello Sir Maejor, uno degli organizzatori del movimento ad Atlanta, in Ge. “Ma devo essere onesto – aggiunge -: capisco perché è successo. Non lo incoraggio, non lo tollero, non lo giustifico. Ma lo capisco”. Secondo il tabloid newyorchese Daily News, ci sono state manifestazioni di protesta in numerose città, tra cui Manhattan, Phoenix ed Atlanta.

Nello Stato di New York e ad Atlanta la tensione è stata alta. Stessa cosa a Baton Rouge in Louisiana, dove la polizia era in assetto da combattimento e dove sono state fermate 3 persone.

A Los Angeles i rapper Snoop Dogg e The Game hanno guidato un corteo di manifestanti fino alla centrale della polizia, dove si è tenuto un incontro con il sindaco e il capo della polizia per chiedere più sforzi per migliorare i rapporti fra le minoranze e gli agenti. A Omaha 300 manifestanti hanno invaso il centro della città: le attese erano per un maggior numero di persone, ma l’attacco a Dallas ha fatto desistere molti. A Pittsburgh il capo della polizia è sceso in piazza con i manifestanti, in una marcia contro le “crescenti disuguaglianze e la tossica atmosfera d’odio”. A Washington manifestazioni si sono svolte davanti al Dipartimento di Giustizia e alla Casa Bianca, fra candele e canti.

A St. Paul la capitale del Minnesota, lo Stato dove è stato ucciso Castile, la situazione è stata tesa ma è rimasta sotto controllo. Circa 1500 persone si sono accampate davanti alla residenza del governatore Mark Dayton che è uscito diverse volte per incontrarli e ascoltare la loro rabbia. Il bilancio delle manifestazioni è stato invece pesante a Rochester nello stato di New York: qui, al termine di scontri con la polizia, 74 persone sono state arrestate.

Il presidente Usa Barak Obama ha  accorciato di un giorno la visita ufficiale in programma in Spagna per rientrare più rapidamente a Washington dopo la strage di Dallas. Nei prossimi giorni il presidente sarà nella città texana. Obama, dalla conferenza stampa del vertice Nato di Varsavia, ha parlato della polizia Polizia di Dallas spiegando che questa ha
dimostrato di essere “esemplare”.

“Lo squilibrato che ha compiuto l’attacco a Dallas non è rappresentativo degli afroamericani americani” ha continuato Obama in conferenza stampa.  Obama ha aggiunto che “non possiamo lasciare che le azioni di pochi definiscano tutti gli americani”. Il presidente Usa ha però sostenuto che  “afroamericani e latini sono trattati in modo diverso dal nostro sistema di giustizia’.

E della vicenda di Dallas parla anche il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump: ‘Le divisioni razziali sono peggiorate, non migliorate. Renderemo l’America sicura di nuovo. Ci ricordano quanto lavoro resta da fare per assicurare che tutti gli americani sentano la loro sicurezza tutelata”. La strage di Dallas è secondo Trump un ”brutale attacco contro la polizia”, ”un attacco al nostro paese e alle nostre famiglie. Dobbiamo essere accanto alle forze dell’ordine”.

(Foto Ansa dei cortei di New York e della California)

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