Francesca Vecchioni e l’amore gay: “Ho avuto due gemelle dalla mia Alessadra”
Pubblicato il 27 giugno 2012 11.48 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2012 11.48
ROMA – Due gemelle ancora in fasce e un amore gay uniscono Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto e la sua compagna Alessandra. A celebrare la loro unione e la scelta di avere due bimbe con la fecondazione eterologa in Olanda è il settimanale “Oggi” che dedica alla storia di Francesca un’intera copertina.
“Voglio rendere pubblica la mia storia per dimostrare che la famiglia nasce da un’unione sentimentale onesta e profonda che prescinde dal sesso dei suoi componenti. Mi sembra superfluo sottolineare che l’omosessualità non è una malattia, né un devianza. Io e la mia compagna Alessandra ci amiamo, abbiamo due figlie e vorremmo che fossero tutelate attraverso l’affermazione dei nostri diritti. È assurdo che, per esempio, nel caso io venissi a mancare la mia compagna per la legge italiana sarebbe una perfetta estranea rispetto alle bambine, le quali sarebbero le prime vittime di una situazione ingiusta”.
Il racconto di Francesca continua così: “Io e Alessandra siamo andate in Olanda dove nessuno si è meravigliato per la nostra unione, trovando strano solo il fatto che non fossimo sposate. Abbiamo scelto l’Olanda perché in questo Paese la donazione è considerata un servizio sociale. Chi dona il seme lo fa gratuitamente e non può restare nell’anonimato. Se le nostre figlie vorranno, al compimento del sedicesimo anno potranno conoscere il loro padre biologico”.
E ancora: “Spero tanto che un giorno potremo sposarci. Potremmo farlo subito, a New York o a Oslo, dove il matrimonio omosessuale è consentito anche alle coppie non residenti. Ma io e Alessandra vogliamo sposarci in Italia. Ormai di famiglie come la nostra ce ne sono tante e non possono essere ignorate”.



La prima riflessione che mi è venuta in mente leggendo questa notizia è: Siamo proprio sicuri che essere “figli” di due donne o di due uomini sia così peggio di essere figli di coppie eterosessuali che magari litigano di brutto o fanno uso di droghe ecc.
Penso sia forse più destabilizzante per un bambino trovarsi in una cosiddetta “famiglia allargata” perchè magari anche lì ci saranno due mamme, o due papà, e fratelli e sorelle di genitori diversi.
O magari le donne che ricorrono alla fecondazione assistita a 60 anni??? O le “mamme single” ?
Però una cosa bisogna dirla: Francesca Vecchioni non può dire che “l’omosessualità non è una malattia, nè una devianza”. Certo che lo è. Se al mondo ci fossero solo coppie omosessuali, la razza umana si sarebbe estinta.