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Franco Barbato (ex Idv): figlia convertita all’Islam. Lui…

ROMA – Un bel giorno Manuela Barbato, un futuro promettente e una laurea all’Orientale di Napoli quasi in tasca, si è convertita all’Islam. Ha iniziato a farsi chiamare Aysha e a indossare l’hijab, il velo integrale che indossano le donne musulmane più osservanti. Si è trasferita in India col marito e ha cambiato radicalmente, è proprio il caso di dirlo, vita. Manuela/Aysha è la figlia di Franco Barbato, l’ex deputato Idv passato alla storia per aver teso l’imboscata con una telecamera nascosta, ad Antonio Razzi, passato al Pdl per garantirsi il vitalizio.

Al quotidiano Il Giornale Barbato ha raccontato il dolore e la preoccupazione per la figlia: “La vivo malissimo”, ammette. Oggi Aysha è tornata nella casa paterna a Camposano, cinquemila anime in provincia di Napoli, ma sulla sua pagina Facebook sono inconfutabili le prove della sua conversione: foto di Aysha in abiti della tradizione musulmana, immagini della Mecca e animali esotici. “L’hijab è la mia strada – si legge in un post – la strada che ha scelto per me Allah. Ne sono orgogliosa e difende la purezza della mia anima. E’ la legge divina, chi sono io per oppormi?”.

Riporta Il Giornale:

Franco Barbato è stato il più imprevedibile dei parlamentari della stagione 2008-2013, quella del dipietrismo feroce e della caccia alla Casta. Quando alcuni black-bloc provarono a entrare alla Camera per organizzare una protesta con tanto di lancio di monetine verso l’emiciclo durante i lavori di Montecitorio, i sospetti caddero sulla sua regia anche se lui ha sempre negato. Era l’ottobre 2011. Un paio di mesi più tardi, Barbato divenne un «agente provocatore» per conto della trasmissione «Gli Intoccabili». Nascose sotto la cravatta una telecamerina e un piccolo microfono e andò alla ricerca di casi di corruzione politica tra i suoi colleghi. Nella trappola cadde Antonio Razzi, appena passato al centrodestra dopo la parentesi nel partito del Gabbiano. La sua voce registrata finì in diretta su «La7» scatenando il finimondo. Non ci volle molto però perché Franco rompesse pure con «Italia dei Valori» scegliendo la strada dell’autonomia da tutto e da tutti. Sul tramonto della legislatura, venne espulso dall’aula per aver utilizzato frasi volgari per attaccare la maggioranza. Fu allora che si avvicinò al sedicente «Partito pirata italiano» per portare a conclusione due proposte di legge, una sulla trasparenza nelle istituzioni e un’altra sulla riforma della Siae. Dopo la mancata rielezione, ha ripreso a fare l’assicuratore insieme al figlio primogenito.

Ma erano altri tempi.

Oggi divide la passione politica con le incombenze del nonno e le preoccupazioni del genitore. «Vivo questa conversione non male, ma malissimo racconta a Il Giornale perché è una religione troppo dura, troppo radicale, troppo rigida. È una religione integralista. L’ho constatato di persona, mia figlia vive con me. La vedo tutti i giorni. Quando è l’ora della preghiera, addirittura non si bada nemmeno ai bambini. Per questo, mi è capitato di arrabbiarmi con lei. Se un bambino piange, significa che ha bisogno di qualcosa, ha bisogno della mamma. Questo è fanatismo. Questo è il dolore che provo per questa sua scelta di vita».

Qualche mese fa, in chiesa, Aysha non gli ha stretto nemmeno la mano in segno di pace, al termine della messa. «Immaginate come può sentirsi un padre».

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