Blitz quotidiano
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Golpe Turchia, civili sfidano militari e carri armati a petto nudo FOTO

ISTANBUL – Fallito golpe militare in Turchia, a petto contro i carri armati, i civili (con tanti poliziotti in borghese fra loro) hanno salvato il presidente della Repubblica Recep Erdogan, il suo Governo e la democrazia. Sono state ore di tensione, con morti e feriti, nella notte fra venerdì 15 e sabato 16 luglio 2016 in Turchia, soprattutto a Istanbul, la città principale e Ankara, la capitale.

I carri armati dei golpisti sono usciti dalle caserme al tramonto e hanno cominciato a sferragliare nelle strade, a quell’ora piene di gente. Coraggio, eroismo anche da parte di semplici cittadini e di poliziotti hanno ribaltato la situazione. Mentre i golpisti invitavano la gente a restare in casa e annunciavano di avere in mano la Turchia, proclamando la legge marziale e il coprifuoco, nelle strade e nelle piazze di Istanbul i loro piani venivano ribaltati dalla folla.

Il bilancio dei morti al momento è di 90 persone, mentre i militari arrestati sono oltre 1534. Tra loro anche 5 generali e 29 colonnelli dell’esercito, oltre all’ammiraglio della Marina che aveva tenuto la sua flotta neutrale rispetto al colpo di stato. Una neutralità che probabilmente è stata vista come un appoggio ai golpisti da parte di Erdogan, che ne ha ordinato l’arresto.

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