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Hitler, la vita privata in un libro di foto della sua guardia del corpo

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BERLINO – Continuano a emergere intriganti dettagli sulla vita privata di Adolf Hitler, ora grazie anche a un libro di fotografie di Rochus Misch, guardia del corpo del Fuhrer, che trovò il corpo del dittatore nazista ancora caldo, a pochi minuti dalla sua morte. Le immagini, pubblicate nel libro “L’ultimo testimone di Hitler”, ritraggono il Fuhrer durante il quotidiano, molte sono state scattate nella residenza privata di Berghof, dove il dittatore nazista trascorreva gran parte del proprio tempo libero.

Misch è deceduto nel 2013, all’età di 96 anni, e l’editore al quale è stata commissionata la pubblicazione del libro, Martin Mace, ha raccontato gli ultimi istanti di Hitler riferiti proprio dalla guardia del corpo: era il 30 aprile del 1945, quando  arrivò un messaggio da parte del generale Keitel, che riferiva  il fallimento circa la rottura dell’accerchiamento sovietico su Berlino e la fine della Seconda Guerra Mondiale,  ormai era vicina e inevitabile. “Poco dopo, Misch sentì Hitler parlare tranquillamente con Bormann, per poi dirigersi verso il suo studio dove fu presto raggiunto da Eva Braun” racconta Mace.

“Vide poi Otto Gunsche, aiutante del Fuhrer, chiudere la porta dello studio dove erano appena entrati i neosposi, e ordinato di non disturbarli per nessun motivo. Poco prima di morire, Hitler si era raccomandato con Gunsche, gli disse di non volere che il suo corpo fosse pubblicamente torturato e dileggiato come era già accaduto a Mussolini, ed espresse la volontà di essere cremato. Tutto era ormai pronto e i presenti nel bunker attendevano nervosamente: quando venne aperta la porta dello studio, Misch esitò per un poco ed entrò”.

“Inizialmente, il mio sguardo cadde su Eva, seduta con le gambe accavallate e la testa inclinata verso Hitler. Accanto a lei giaceva il corpo del Fuhrer, con gli occhi spalancati a fissare il vuoto e la testa leggermente all’indietro” ha raccontato Misch all’editore.

Dopo essere stato gravemente ferito nella campagna di Polonia, nel 1939, Rochus Misch fu invitato ad unirsi al corpo di guardia di Adolf Hitler. Grazie allo stretto contatto tra i due, la guardia aveva già notato l’attrazione tra il Fuhrer e la Braun, ancora prima che la coppia uscisse allo scoperto: “Ad esempio, Eva fu inizialmente introdotta al personale e agli ospiti della residenza Berghof come la domestica ufficiale, ma la sua stanza e quella di Hitler avevano porte comunicanti, e presto ognuno cominciò a farsi una propria idea sull’affair tra i due” spiega Mace.

“Un’altra volta, Misch incontrò Eva in corridoio, che indossava una camicia da notte trasparente: la Braun si mise un dito sulla bocca, per indicare alla guardia di non dire nulla. L’amore che la Braun nutriva per il Fuhrer era ormai noto a tutti, e una sera ascoltò la donna parlare con Magda Goebbels: le due si stavano confidando la reciproca volontà di morire accanto ai propri amati: “Abbiamo vissuto con loro e quindi moriremo con loro”, disse la Braun”.

Misch, inoltre,  ha confermato che Rudolf Hess da parte di Hitler, non ebbe il permesso di  recarsi in Inghilterra a negoziare  le condizioni della resa: “Il Fuhrer era arrabbiatissimo, si sentì oltraggiato. Continuava a ripetere parlando quasi a se stesso: “Perché mi ha fatto questo?”. Chiunque sapesse del viaggio di Hess in Inghilterra venne arrestato e mandato nel campo di concentramento di Sachsenhausen. Non c’è dubbio, quindi, sul rifiuto da parte di Hitler alla richiesta di Hess di recarsi nel Regno Unito”, ha confermato la guardia del corpo.

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