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Il bandito più ricercato del Cile è a Milano? Rubò 11mln

MILANO – Si chiama Kevin Olguin Sepulveda, ha 22 anni ed è il baby bandito più ricercato tra Italia e Sud America. Il 12 agosto 2014 insieme ad altri otto ha messo a segno il “robo del siglo” (il colpo del secolo) all’aeroporto internazionale Arturo Merino Benitez di Santiago del Cile. Da allora un mandato di cattura internazionale pende sulla sua testa: forse si nascondeva a Milano ma potrebbe essere già scappato per “colpa” di un giornalista incauto.

La maxi rapina al porta valori si svolse nel giro di pochissimi minuti: i banditi fecero irruzione nell’aeroporto a bordo di un furgone bianco travestiti da uomini della sicurezza, sbarrarono la strada a un portavalori della Brinks con la scusa di dover effettuare “controlli” e fecero scattare la trappola armati di fucili d’assalto. Il bottino fu di 11 milioni di dollari, pari a circa 10 milioni di euro. Secondo gli investigatori i rapinatori si spartirono una fetta di almeno un milione a testa per poi fuggire separatamente, ognuno per la sua strada.

Da allora le forze dell’ordine cilene sono riuscite a risalire alla maggior parte dei componenti della banda. Qualcuno si era nascosto in Cile, altri in Brasile per poi rientrare, convinti che le indagini fossero ferme. Altri come Olguin Sepulveda avrebbero lasciato il continente.

La pista milanese. Olguin era l’autista del commando: l’ipotesi di una fuga a Milano è nata da alcune foto pubblicate sul suo profilo Facebook, inattivo dal 2012. Immagini che lo ritraggono in posa dinanzi al Duomo di Milano. Qui ha vissuto in passato e avrebbe potuto contare sulla protezione di molti connazionali. A cominciare dalla sua compagna che vive in via Padova. La Guardia di Finanza italiana è riuscita a localizzarla a settembre dopo una visita in un Pronto Soccorso pediatrico. L’hanno seguita e hanno scoperto la grande disponibilità di case di cui usufruiva a rotazione. Dai palazzi abitati in prevalenza da sudamericani in via Padova al comune multietnico di Pioltello, nell’hinterland milanese.

Del super ricercato però nessuna traccia. Fatale poi fu l’intromissione involontaria di un giornalista: era il 16 settembre e il Cile fu colpito da un fortissimo terremoto, con decine di morti e sfollati. A Milano tra i giornalisti stranieri inviati per seguire l’Expo c’era anche un cileno, assoldato per andare a cercare eventuali parenti delle vittime del sisma nella comunità sudamericana insediatasi nel capoluogo lombardo. Fu così che il cronista iniziò a bussare alla porta di molti cileni in zona Corvetto e in via Padova. Ma la sua presenza, secondo gli investigatori, potrebbe aver allarmato la compagna del bandito che perciò avrebbe tagliato la corda.

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