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Ilva, ancora proteste a Genova: blindati fermano corteo FOTO

GENOVA – Ilva, ancora proteste a Genova: blindati fermano corteo Terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell’Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. La Fiom teme che con la vendita di Ilva l’accordo venga disconosciuto.

Con i lavoratori Ilva scioperano anche i dipendenti di altre aziende metalmeccaniche. Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefettura, è stato bloccato da blindati delle forze dell’ordine in Lungomare Canepa, la strada principale di accesso al centro. Sono almeno 500 i manifestanti che hanno aperto il corteo con lo striscione ‘Pacta servanda sunt’ Ilva Genova’.

‘Vergogna – gridano i lavoratori – il diritto di scioperare per il lavoro viene impedito dalle forze dell’ordine”. In corteo anche mezzi pesanti. In molti gridano “Se non c’e lavoro c’e agitazione”. Il traffico nel ponente cittadino è in tilt. Ieri la protesta era arrivata in centro bloccando la città quasi per l’intera giornata. In piazza oggi anche i lavoratori della Fiom di Ansaldo Sts, Piaggio, Selex , Ansaldo energia, Financtieri, delegazioni della Compagnia unica (lavoratori portuali), Filt Cgil, Filctem Cgil e alcuni lavoratori di Amiu (la municipalizzata per i rifiuti) e studenti, una delegazione del Partito comunista dei lavoratori, di Rifondazione comunista e il consigliere regionale Gianni Pastorino, di Rete a Sinistra.  La Prefettura è stata presidiata da agenti del reparto mobile.

“E’ vergognoso che il Governo mandi i blindati a fermare degli operai che difendono il loro posto di lavoro”. A dirlo il segretario genovese della Fiom, Bruno Manganaro, commentando l’azione delle forze dell’ordine che hanno bloccato per un’ora il corteo dei lavoratori schierando le camionette di servizio. “E’ inutile che ci ripetano le stesse cose tutti i giorni – ha aggiunto Manganaro -: se il Governo è intenzionato a mandare un esponente di rilievo al confronto del 4 febbraio lo scriva, altrimenti significa che non si presenta” (foto Ansa).

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