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Ilva, poliziotta si toglie casco e stringe mano a lavoratore

Una funzionaria di polizia, dopo essersi tolta il casco, stringe la mano a un lavoratore, come segno di distensione tra manifestanti e polizia alla manifestazione dei lavoratori Ilva a Genova

GENOVA – Ilva, poliziotta si toglie casco e stringe mano a lavoratore. Una funzionaria di polizia, dopo essersi tolta il casco, stringe la mano a un lavoratore, come segno di distensione tra manifestanti e polizia alla manifestazione dei lavoratori Ilva a Genova che si è svolta oggi 27 gennaio. Davanti a questo gesto i lavoratori, che erano arrivati faccia a faccia con gli agenti in tenuta antisommossa, hanno fatto un passo indietro. E’ il terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell’Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito.

Il Governo ha intanto comunicato alla Fiom che all’incontro del 4 febbraio al Mise per la verifica sull’accordo di programma per lo stabilimento Ilva di Cornigliano ci sarà il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari.  “Questo era ciò che volevamo, l’obiettivo è stato raggiunto. Ma l’incontro è solo l’inizio della trattativa, non la fine”.  All’annuncio la manifestazione si è sciolta.

Secondo l’azienda, lo sciopero di oggi ha portato a “perdite per circa 2 milioni di euro al giorno” mettendo “a rischio gli investimenti sulla linea 4 di zincatura” nel caso in cui “la fabbrica di Genova non riprenderà a funzionare regolarmente”.  La temporanea interruzione delle attività della fabbrica oltre a compromettere la reputazione di Ilva verso clienti internazionali con cui sono stati siglati importanti contratti di fornitura, sta causando perdite finanziarie, stimate in circa 6 milioni di euro per le tre giornate di fermo della fabbrica.

“Queste perdite di fatturato ad oggi – prosegue l’azienda in una nota – corrispondono all’ammontare delle risorse finanziarie necessarie per gli investimenti sulla linea 4 di zincatura del sito industriale di Genova, sui quali, alla luce dei fatti accaduti in queste ore, l’Azienda valuterà come procedere”. L’azienda teme che “l’eventuale protrarsi del fermo anche nella giornata di domani potrebbe, inoltre, compromettere il funzionamento della fabbrica di Novi Ligure, e in particolare del decatreno, causando, di conseguenza, ulteriori danni al Gruppo, già sotto pressione a causa delle difficoltà interne e della debolezza del settore”.

Ilva segnala, infine, che “le manifestazioni in corso stanno impedendo alle chiatte, da giorni in stato di attesa presso le banchine del porto, di procedere con l’attività di scarico e carico di ingenti quantità di prodotti destinati alla lavorazione e all’esportazione”. Per queste ragioni “pur nel rispetto del diritto di sciopero dei lavoratori e delle scelte delle diverse sigle sindacali” la Società auspica che “non venga ulteriormente ostacolato il normale svolgimento delle attività industriali dello stabilimento”.

Una funzionaria di polizia, dopo essersi tolta il casco, stringe la mano a un lavoratore, come segno di distensione tra manifestanti e polizia alla manifestazione dei lavoratori Ilva a Genova, 27 gennaio 2016. Davanti a questo gesto i lavoratori, che erano arrivati faccia a faccia con gli agenti in tenuta antisommossa, hanno fatto un passo indietro. E' il terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell'Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. ANSA / LUCA ZENNARO

 

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  • Ilva, ancora proteste a Genova: blindati fermano corteo2Un momento del corteo degli operai Ilva, Genova, 27 gennaio 2016. E' il terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell'Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. ANSA / LUCA ZENNARO
  • ANSA / LUCA ZENNARO
  • Blindati delle forze dell'ordine in Lungomare Canepa ANSA / LUCA ZENNARO
  • Un momento del corteo degli operai Ilva, Genova ANSA / LUCA ZENNARO
  • Un momento del corteo degli operai Ilva ANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefetturaANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro ANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefettura ANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefetturaANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefetturaANSA / LUCA ZENNARO
  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefettura, viene bloccato da blindati delle forze dell'ordine in Lungomare Canepa, la strada principale di accesso al centro di Genova, 27 gennaio 2016. E' il terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell'Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. ANSA / LUCA ZENNARO
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  • Il corteo che da Cornigliano vuole raggiungere il centro della città e la prefettura, viene bloccato da blindati delle forze dell'ordine in Lungomare Canepa, la strada principale di accesso al centro di Genova, 27 gennaio 2016. E' il terzo giorno di proteste a Genova per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano iscritti alla Fiom che manifestano a difesa dell'Accordo di Programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura della lavorazione a caldo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. ANSA / LUCA ZENNARO
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