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Isis distrugge con bulldozer mura antica città Ninive FOTO

MOSUL – Isis ha diffuso alcune immagini di propaganda che mostrano i bulldozer al lavoro mentre spianano la porta assira di Mashki, costruita nell’antica Ninive. La città conosciuta oggi come Mosul, è in Iraq ed attualmente è caduta sotto il controllo dell’ Isis. Le rovine risalgono all’era del re assiro Sennacherib nel 705-681 a.C.

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  • Isis distrugge con bulldozer mura antica
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Gli jihadisti dell’Isis, nella loro avanzata sia in Siria, sia in Iraq hanno abbattuto monumenti storici. L’esempio più noto è l’antica città di Palmira in Siria. La città è stata liberata recentemente dalla Russia e riconsegnata al governo siriano.  Dopo che le truppe di Damasco hanno ripreso il controllo della ‘perla del deserto’, alla soddisfazione per aver messo a segno una vittoria “significativa e simbolica” – parole di Putin – segue l’apprensione per capire cosa ne è stato delle spettacolari rovine romane e dei tesori archeologici finiti nelle mani dell’Isis per quasi un anno.

E per gli esperti siriani si tratta di uno choc: i primi rapporti parlano d’innumerevoli reliquie e statue demolite. Una ricognizione dall’alto tramite droni mostrta le ferite inferte al sito e ai suoi monumenti, reliquie, statue, bassorilievi, colonne, archi. Il direttore delle antichità e dei musei, Maamoun Abdulkarim, ha detto che un team di esperti si recherà presto a Palmira per fare una stima dei danni. Lo stesso Karim andrà al sito archeologico una volta che le squadre di artificieri rimuoveranno gli esplosivi nascosti dall’Isis prima di perdere il controllo della città. Mosca invierà artificieri, robot e mezzi speciali questa settimana proprio per sminare la zona archeologica. Poi si potrà procedere alla conta vera e propria. Tempo stimato? Due o tre settimane.

Certo, tutto considerato poteva anche andare peggio. Sempre Abdulkarim, contattato da Sputniknews, ha sottolineato come “l’anfiteatro, la via centrale con il suo colonnato e le mura dei templi” sembrino in “perfette condizioni”. Ma sono valutazioni a caldo, tutto va ancora verificato; di sicuro l’opera di restauro del sito archeologico patrimonio Unesco non sarà una passeggiata e secondo Abdulkarim richiederà un impegno di almeno cinque anni. L’Unesco, per l’appunto, si è già attivato e non appena possibile invierà un suo team di esperti in loco. Mosca ha già detto che farà di tutto per facilitare il lavoro degli esperti e il rappresentante presidenziale per la cooperazione culturale, Mikhail Shvydkoi, ha subito chiarito che la Russia sarà certamente coinvolta nel processo di ricostruzione e restauro di Palmira.

 


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