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Jesolo, migrante si butta giù dal tetto di casa: è grave. La gente applaude e riprende FOTO

JESOLO – Si è gettato dal tetto della sua abitazione in piazza Milano a Jesolo, provincia di Venezia, l’immigrato marocchino che per tutto il giorno di ieri, mercoledì 23 agosto, minacciava di suicidarsi. L’uomo si è lanciato da un’altezza di circa 10 metri. Ora è ricoverato: le sue condizioni sono gravi, ma non rischia la vita. La vicenda ha avuto anche un risvolto per così dire “social”: secondo quanto scrive Leggo, molta gente si è fermata a guardare e a riprendere la scena con qualcuno che ha anche incitato l’uomo “a lanciarsi”.

Come ricostruisce Venezia Today, a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine sarebbe stata la moglie italiana, e la sorella di lei, dopo essersi allontanate dalla furia dell’uomo. Alle forze dell’ordine hanno raccontato di essere state oggetto di violenza s******e e di averci litigato. Immediato l’intervento dei soccorsi. L’uomo, 40enne, è stato portato all’ospedale di Jesolo e quindi trasferito in elicottero all’Angelo di Mestre. Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Ha riportato diversi traumi e fratture. Sono finite all’ospedale, in stato di choc, anche due donne: la moglie del quarantenne e la sorella di lei. Entrambe avrebbero subìto violenza s******e. La moglie ha riportato pure una frattura.

Pare che l’uomo, prima di recarsi in cima all’abitazione, abbia rivolto la propria furia verso di loro. Poi la situazione è precipitata e a quel punto si è resa necessaria la chiamata al 112. Secondo alcuni testimoni il 40enne era evidentemente sotto l’effetto di alcol.

Come accennato, Fabrizio Cibin su Leggo ha raccontato della quantità di gente che, nelle tre ore in cui l’uomo minacciava di lanciarsi, è aumentata esponenzialmente.

“La tragedia in prima fila, possibilmente da condividere sui social, bambini al seguito. E applauso finale. Il lato triste di una vicenda di per sè drammatica da qualsiasi parte la si guardi”.

“Quello che è successo ieri a poca distanza da piazza Milano, con un 41enno algerino accusato di aver abusato di due donne, riesce ad andare oltre alla iniziale, morbosa, curiosità di quello che sta capitando. Da quando la vicenda è iniziata, attorno alle 10.30, a quando si è conclusa tre ore e mezza dopo, il gruppo di persone che si ferma a guardare aumenta in modo esponenziale. In tanti perchè conoscono l’uomo e ad un certo punto provano anche a convincerlo a scendere (a uno di loro l’algerino si rivolge dicendo «dì a mia mamma che mi dispiace»)”.

“Altri perché è comunque uno spettacolo, magari da seguire seduti al bar o sulla terrazzina dell’appartamento di fronte. E in quanto spettacolo ci sono anche genitori che non mancano di fermarsi con i figli piccoli. Tanti i cellulari alzati in cielo per riprendere ogni scena: ci sono profili Facebook che aggiornano la situazione neanche fosse un reportage di guerra della Bbc. Qualcuno urla: «Buttati!», come fosse finzione ciò a cui assiste. Ed alla fine, quando il dramma diventa tragedia, c’è chi applaude. E’ lo show dei tempi moderni. E fa tristezza”.

 

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