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Jessica Alba: “Sono nata povera, ma ora valgo un miliardo di dollari”

NEW YORK – “Sono nata povera, ma ora valgo un miliardo di dollari” racconta, fiera, l’attrice Jessica Alba che in questi giorni concluderà la vendita della sua società Honest Company per un miliardo di dollari: alla multinazionale Unilever.

Per anni da bambina ha sofferto di una salute cagionevole. Cosa ricorda di quel periodo?
Passavo molto tempo in ospedale. Mio padre era militare e ci si spostava di continuo da una base dell’Air Force all’altra. Ero piuttosto sola. Così immaginavo di diventare qualcun altro.

Chi, in particolare?
Mi sono sempre piaciuti i super-eroi al femminile, donne forti dai poteri sovrumani. Amo le commedie e far ridere, ma con gli anni mi è venuta voglia di dimostrare che le donne possono avere lo stesso potere degli uomini al box office. Mi attirava un genere maschile come il film d’azione, così sono stata felice di lavorare in Dark Angel, I Fantastici Quattro, Sin City.

Lei ha un forte senso della famiglia. Come sono i suoi genitori?
Avevano 19 anni quando sono nata, e sbarcavano il lunario facendo entrambi tre lavori. Io stavo con la nonna o da qualche parente. Mia madre a un certo punto lasciò il lavoro per accudirmi in ospedale; ricordo bene l’angoscia di arrivare con i soldi alla fine del mese.

(foto Instagram)

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Che tipo era, da adolescente?
Precoce e un po’ alternativa; sfidavo lo status quo, l’autorità. Ero forte e molto competitiva negli sport; mi piaceva battermi con i maschi.

Come è arrivata al cinema?
Grazie a mia madre, che aveva lavorato nella miniserie Lonesome Dove.

 

Era un’attrice?
All’inizio aveva avuto una parte come comparsa mentre giravano vicino alla nostra base militare in Texas, poi diventò una stunt woman, sempre in sella a cavalli e tori; partecipava anche a rodei. A sei anni ero già sul mio primo set con mamma in costume. Fu lì che incontrai Diane Lane, mamma era la sua controfigura.

Ha più rivisto Diane Lane?
Sì, e gliel’ho ricordato.

Parliamo dei suoi successi imprenditoriali: la attirava il mondo degli affari?
Ho come modello la nonna che mi ha tirata su: iniziò a lavorare da teenager per aiutare la famiglia, si sposò a 20 anni e mantenne agli studi il marito, il primo nella famiglia a entrare in un college. Aveva cinque figli e gestiva un ristorante dove cucinava, serviva a tavola, faceva tutto lei. Alla fine è tornata a scuola per prendere la licenza media. Questa era mia nonna.

Come è cambiata la sua vita con la nascita di The Honest Company?
Sono in ufficio ogni giorno, lavoro con team di chimici, ho partner che si occupano di vendite e di marketing e sto imparando cosa significhi avere una piattaforma nell’e-commerce. È un lavoro nuovo per me, lontano anni luce da quello dell’entertainment.

Che cosa le dà gioia e soddisfazione?
Finalmente ho relazioni che durano più di un tempo. Quando giri un film si creano rapporti intensi, ma dopo non ci si vede più. Ora invece passo le giornate con persone cui tengo.

La sua società l’anno scorso è stata valutata un miliardo di dollari. Come investe e spende il suo denaro?
Sono cresciuta in una famiglia senza mezzi, e sapevo che non avrei mai voluto vivere con l’ossessione dei conti da pagare. Per me avere una sicurezza finanziaria è importante. Come fare investimenti a lungo termine.

Un messaggio che trasmette alle sue bambine?
Loro possono permettersi una vita ben diversa. Avranno una buona istruzione. Voglio siano felici, responsabili, capaci di empatia e umiltà. Il lavoro che sceglieranno non mi interessa, vorrei solo che lo facessero con passione.

La prova più dura che ha dovuto superare?
Vincere i dubbi e le insicurezze, convincermi di poter farcela.

Così è stato.
Sì, ma i dubbi continuano ad assalirmi. A volte li metto a tacere, ma riaffiorano. Testardi.