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Kim Jong-un ride con la testata di un missile FOTO L’ultima provocazione

PYONGYANG – Sorride soddisfatto Kim Jong-un mentre osserva da vicino la testata di un razzo dopo una prova simulata di rientro atmosferico di un missile balistico. L’ultima provocazione della Corea del Nord all’Occidente è una foto che simboleggia le ambizioni nucleari del Paese. L’ultimo test missilistico effettuato a fine maggio dal regime di Pyongyang è fallito, come i predenti. Ma il dittatore nordcoreano non perde occasione per ricordare all’Occidente i progressi fatti. Secondo recenti stime dello Stockholm International Peace Research Insitute (Sipri) la Corea del Nord avrebbe il potenziale per confezionare 10 ordigni nucleari.

Nel test fallitto di fine maggio era coinvolto un Musudan, missile a media gittata, già provato in precedenza, altre tre volte con altrettanti insuccessi. Si ritiene che il Musudan abbia una gittata compresa tra i 2.500 e i 4.000 km, capace di raggiungere qualsiasi target in Corea del Sud e Giappone, oltre che l’isola Usa di Guam. Il lancio, in base alle prime informazioni diffuse dai militari di Seul che seguono con la massima attenzione quanto accade sopra il 38esimo parallelo, sarebbe avvenuto alle 5:20 circa sudcoreane (le 22:20 di lunedì 30 maggio in Italia), dalla costa orientale nordcoreana di Wonsan.

La mossa di Pyongyang, come era prevedibile, ha dato il via a una nuova fiammata di tensioni nella regione. Dal 15 aprile, giorno del compleanno di Kim Il-sung, il fondatore dello Stato e nonno dell’attuale leader Kim Jong-un, si stima che Pyongyang abbia effettuato almeno tre tentativi del suo Musudan, tutti andati a vuoto. Lo scorso 27 maggio l’Unione Europea ha varato un nuovo giro di vite sulle sanzioni contro la Corea del Nord. I rappresentanti permanenti dei 28 hanno deciso di rafforzare ulteriormente le misure – commerciali e finanziarie – contro Pyongyang, in risposta al test nucleare del 6 gennaio e al successivo lancio di un missile balistico del 7 febbraio.

Il 5 e 31 marzo scorsi il Consiglio della Ue aveva già trasposto le sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la Risoluzione 2270 del 2 marzo. Le nuove sanzioni vanno a colpire più specificamente i programmi di Pyongyang per la costruzione di armi nucleari e missili balistici. Tra le misure, anche il divieto di accesso per tutti gli aerei e le navi nordcoreane nel territorio della Ue. Le nuove misure prevedono inoltre la proibizione di importazione nella Ue di prodotti petroliferi e beni di lusso dalla Corea del Nord e di esportare qualsiasi materiale o tecnologia “dual use” (ovvero civile o militare). E’ inoltre vietato qualsiasi supporto finanziario per il commercio con la Corea del Nord. In campo finanziario è vietato ogni trasferimento di fondi, così come sono proibiti “tutti gli investimenti della Repubblica Popolare Democratica di Corea” ed è vietato ogni investimento di privati cittadini Ue in campo minerario, chimico e della raffinazione. Per quanto riguarda i trasporti, è vietato qualsiasi volo in provenienza dalla Corea del Nord, inoltre dovrà essere rifiutato l’accesso a tutti i porti europei per navi collegabili alla Corea del Nord, anche se per la sola nazionalità dell’equipaggio.

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