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Kobe Bryant: “Chiuderei mia carriera con Olimpiadi Rio 2016”

MILANO – Kobe Bryant, la leggenda dei Los Angeles Lakers, ha annunciato il suo ritiro dopo 20 anni di attività nel mondo del basket. Un ritiro che potrebbe arrivare dopo le Olimpiadi di Rio 2016, per chiudere con un grande sogno nel cassetto per la sua ultima stagione da professionista.

Bryant ha spiegato di coltivare da sempre un desiderio prima di appendere le scarpe al chiodo: vincere il terzo oro olimpico. Parlando di Rio 2016, la voce di Kobe, affaticata da un leggero raffreddore, diventa improvvisamente limpida e serena, specchio della sua volontà a cinque cerchi:

“Mi piacerebbe partecipare a Rio – l’annuncio del numero 24 dei Lakers durante una lunga intervista concessa ai media internazionali -. L’Olimpiade è un’esperienza assolutamente fantastica e mi piacerebbe finire la mia carriera su un palcoscenico internazionale così importante”.

Imitando così Larry Bird e Magic Johnson che nel 1992 chiusero la loro carriera con il successo di Barcellona. L’inghippo sta nel meccanismo di selezioni per il Dream Team: un largo gruppo di atleti papabili per la convocazione è giá stato scelto ma la sensazione è che coach Krzyzewski, con l’ok della lega, potrebbe concedere una deroga speciale ad uno dei giocatori più rappresentativi della storia del gioco.

Proprio Adam Silver, commissioner della Nba, vorrebbe anche la partecipazione di Bryant anche al prossimo All-Star Game che si svolgerà il 14 febbraio prossimo a Toronto, emblema del rispetto che la lega ha per l’iconico numero 24:

“Ho giocato in 17 partite delle stelle – scherza Bryant -, se non dovessi essere scelto non sarà una tragedia. Ma è chiaro che mi piacerebbe essere presente, anche solo come ambasciatore”.

Bryant venerdì sera scenderà in campo per la sua 16esima partita di Natale in carriera (record Nba, uno dei tanti che detiene), nel derby contro i Clippers.

“Mi godo ogni partita e ogni sera in cui scendo in campo è un’emozione nuova – spiega Kobe -. Il mio tour d’addio nelle arene americane sta andando davvero alla grande. Ricevere così tanto rispetto dal pubblico è veramente magnifico”.

E sui programmi dopo il ritiro Bryant è chiaro:

“Di certo mi mancheranno la tensione della gara, gli allenamenti, la voglia di essere il migliore. Ma avrò più tempo per me, per rilassarmi e dedicare me stesso alla mia famiglia. Mi piacerebbe aiutare il più possibile i bambini con gli eventi Nba in giro per il mondo. In Africa c’è il progetto di creare più scuole di pallacanestro e mi piacerebbe partecipare a questa iniziativa non solo come atleta ma anche come maestro di vita”.

E da prossimo insegnante Bryant non vuole sentire paragoni:

“Non ci saranno nuovi Bryant come non ci saranno nuovi Magic Johnson o Micheal Jordan – sentenzia Kobe -. Ognuno è diverso. La cosa più importante per me è aver lasciato qualcosa alle generazione del futuro, l’impatto che posso aver avuto sulle loro vite è più importante di essere considerato il più forte di tutti i tempi”.

E da grande appassionato di calcio, influenza della sua infanzia vissuta in Italia a seguito del padre, non poteva mancare un pensiero su Platini e Blatter:

“La corruzione è una piaga. Bisogna ripulire lo sport e la nostra cultura da queste cose per migliorare la società. Ogni volta che si sentono scandali del genere piange il cuore”.

(Foto LaPresse)

 

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