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“Ladri qui vi spariamo”: il cartello in Svizzera FOTO

"Avviso ai ladri, qui vi spariamo". In Svizzera un negoziante può esporre il cartello, in Italia rischia una denuncia per istigazione a delinquere...

GINEVRA – “Ladri qui vi spariamo“. Questo il cartello che Marcel Zuercher, gestore di una stazione di servizio di Thal, in Svizzera, ha esposto fuori dal suo negozio. Una decisione arrivata dopo due rapine subite una dopo l’altra e un cartello che non lascia dubbi, corredato di immagini di pistole per far capire che non si scherza. Un cartello legittimo, secondo la procura svizzera, ma che ricorda il caso del sindaco di Albettone, Joe Formaggio, a cui un cartello simile è costato una indagine per istigazione a delinquere da parte della Procura di Vicenza.

Franco Zantonelli su Repubblica scrive che Zuercher ha esposto il cartello minaccioso fuori dal suo negozio e che la magistratura l’ha esaminato e ritenuto legittimo, dato che l’uomo possiede una pistola e ha un regolare porto d’armi:

“Il gestore di una stazione di servizio di Thal, in Svizzera, ha deciso di esporre un cartello che mette in guardia i ladri che avessero intenzione di rapinarlo. Esasperato dalle ultime due rapine subite a distanza ravvicinata, Marcel Zuercher ha scritto su un cartello “Ladri non ci provate, qui vigiliamo noi e non chiamiamo la polizia” il tutto accompagnato da immagini di pistole. Il titolare dell’attività del canton San Gallo è infatti in pos di una pistola, detenuta con un regolare porto d’armi. Il cartello minaccioso è stato esaminato anche dalla magistratura locale, che lo ha ritenuto pienamente legittimo”.

Una situazione che in Italia non sarebbe stata certamente accolta senza polemiche o problemi di sorta. Anzi, nel caso di Joe Formaggio, sindaco di Albettone, i cartelli hanno portato ad una indagine da parte della Procura di Vicenza. Formaggio aveva pubblicato dei cartelli di avviso ai ladri con brutte intenzioni nella sua città in cui nero su bianco autorizzava i cittadini a sparare:

“Si comunica a tutti, ladri, bastardi, delinquenti, persone indesiderate, che in questo comune non esiteremo a spararvi se violate le nostre case e minacciate le nostre famiglie”.

 

Quei cartelli sono costati a Formaggio una indagine per istigazione a delinquere, anche se l’avvocato del sindaco, Lino Roetta, spera di poter vincere la causa, definendo i cartelli discutibili, ma non criminali:

“Non credo contengano nulla di penalmente rilevante”.

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