Blitz quotidiano
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Lago di Garda: luccio record 22 kg, lungo un metro e mezzo

ROMA – Nell’Alto Garda è stato catturato un superluccio: 21,6 chilogrammi per 145 centimetri di lunghezza. Il “mostro del lago”, appartenente alla specie dei Verdoni del Nord, è finito nella rete di Alberto Rania, unico pescatore attivo nella parte trentina del bacino, che ha battuto il record assoluto per le acque italiane.

Come ricorda Tgcom, lucci di queste dimensioni popolavano solo i mari del Nord Europa. Aggressivi, resistenti, ora mettono a repentaglio la specie nostrana che arriva a pesare massimo 17 kg. Nella rete di Alberto Rania è finita anche una trota da un chilo, probabile preda del superluccio che è capace di mangiare anche tre o quattro grossi pesci per volta.

Come scrive Luca Marsilli per il Corriere delle Alpi:

Con ogni probabilità il superluccio è stato tradito dalla sua foga in caccia: nella rete è finito a pochissima distanza da una trota di circa un chilo. Nulla di più ragionevole che pensare che la stesse inseguendo – un luccio di queste dimensioni mangia tranquillamente anche pesci tre o quattro volte più grossi – è che entrambi siano finiti in quella rete che forse in condizioni normali avrebbero intuito, malgrado il buio della notte, ed evitato. Ma al di là delle modalità della cattura, è la presenza nel Garda di un pesce di queste dimensioni a fare scalpore.

Perché i record della specie hanno una cosa in comune: sono tutti registrati in Paesi del Nord Europa. Olanda, Germania, Polonia, penisola scandinava. Altre acque, altro clima e anche, almeno fino a qualche anno fa, altra sottospecie. Perché mentre il Garda è stato da sempre popolato dal luccio italico, a nord dello spartiacque delle alpi vive una specie diversa, il “northern pike” (luccio del nord) che per un non profano ha caratteristiche ben riconoscibili che lo rendono diverso dall’italico. Una livrea più tendente al verde che al marrone argentato, soprattutto, ma anche diverse proporzioni della testa (ancora più lunga e affusolata di quella già a becco d’anatra del luccio nostrano).