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YOUTUBE Matteo Salvini in visita alla spiaggia fascista di Chioggia: “Come dargli torto?”

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CHIOGGIA – La tempesta mediatica sulla spiaggia di Chioggia ispirata ai tempi del fascismo si era appena sopita che Matteo Salvini ha pensato bene di riaccendere i riflettori. Così ieri, 18 luglio, il segretario della Lega Nord si è recato in visita allo stabilimento Playa Punta Canna, nel frattempo spogliato, su ordine del Prefetto, di tutte le foto e i cartelli nostalgici. Il leader del Carroccio si è fatto ritrarre da vanti a uno dei cartelli superstiti e si è domandato: “Come si può dargli torto?”. Sull’insegna si legge: “Quanto sarebbe bello il mondo se ognuno di noi si facesse i c***i suoi..”

Impossibile non leggere un riferimento alla bufera scoppiata in seguito all’inchiesta del quotidiano la Repubblica. “Questa non è una visita politica – ci ha tenuto a precisare Salvini- ma di sostegno di un’attività professionale che dà lavoro a decine e decine di persone. Non mi interessano le idee di questo o quel bagnino, questo o quello stabilimento balneare. Mi interessa che in Italia si possa fare liberamente impresa e che le idee del passato non vengano processate”.

Gianni Scarpa, gestore dello stabilimento, è ora indagato per apologia di fascismo. Appena scoppiato il caso, il leader del Carroccio aveva promesso via Facebook, che sarebbe presto andato a fargli visita, ventilando persino l’ipotesi di un aiuto economico per affrontare le spese legali. “Se il gestore ha questa o quella idea – ha detto Salvini – non deve interessare né a me, né alla Procura, né al Parlamento. La storia si studia sui libri e penso che nel 2017 Parlamento e Procure abbiano tanto da fare. Occupare il Parlamento per fare leggi che condannano chi ha un accendino con la faccia del Duce mi pare demenziale”.

Quanto al reato di apologia di fascismo, secondo Salvini “è da cancellare, come la legge Mancino e tutti i reati di opinione. Processare le idee, di destra o di sinistra, mi sembra veramente folle. Se poi vogliamo fare il triste giochino dei morti sulla coscienza, se guardiamo le bandiere rosse lì c’è probabilmente molto più sangue”.

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