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Mirtilli e verdure fanno memoria anti Alzheimer

ROMA – Mirtilli un paio di volte alla settimana. Verdure tutti i giorni, più volte al giorno: è così che secondo gli esperti si costruisce una “memoria a prova di Alzheimer“. Secondo i ricercatori del Rusch University Medical Center di Chicago c’è una dieta specifica che dà i maggiori benefici in termini di mantenimento della memoria anche in età avanzata: la dieta Mind. Si legge sul Corriere della Sera:

Commenta Rosanna Squitti, ricercatrice della Fondazione Fatebenefratelli, Divisione Ricerca, Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, Roma: «I risultati della dieta Mind sono importanti: ci sono quasi 47 milioni di persone che soffrono di demenza e l’Alzheimer è la forma più diffusa. Va però ricordato che studi come questi possono suggerire che un regime sia protettivo verso una malattia, ma per provarlo è necessario sperimentare quella dieta su un numero di soggetti, e per un periodo di tempo, adeguati e verificare se effettivamente le persone si ammalano meno».

La dieta Mind prevede una combinazione di alcuni cibi specifici, come appunto i mirtilli, con i pilastri della dieta Mediterranea. E anche qui potrebbe esserci qualche sorpresa: come italiani ci sentiamo spesso “esperti” di alimentazione mediterranea ma in realtà i capisaldi di questa dieta ce li siamo un po’ dimenticati. Ad esempio: cereali integrali, legumi 3 volte a settimana, carne (di pollo soprattutto) ridotta a una porzione a settimana.

Questa dieta ovviamente non fa bene solo alla memoria: aumentare le porzioni di verdura a due a settimana e ridurre il consumo di carne può letteralmente salvare vite umane. Se, ad esempio, tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni. Lo afferma uno studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas, che ha calcolato anche i risparmi in termini economici che si otterrebbero.

I ricercatori hanno elaborato quattro diversi scenari, uno di ‘business as usual’ in cui si mantengono le attuali tendenze in termini di dieta, uno in cui si limita la carne a 300 grammi a settimana aumentando l’apporto di frutta e verdura, uno strettamente vegetariano e uno vegano. Il maggior guadagno in termini di vite salvate, soprattutto per le minori malattie cardiovascolari ma anche per tumori e patologie legate all’obesità, verrebbe appunto dalla dieta vegana, seguita dalla vegetariana (7,4 milioni di morti risparmiate). Queste due permetterebbero anche i maggiori vantaggi in termini di riduzione delle emissioni, del 63% per la dieta vegetariana e del 70% per la vegana, mentre quella ‘moderatamente carnivora’ le ridurrebbe del 30%. I benefici economici per i sistemi sanitari andrebbero dai 700 ai mille miliardi di dollari l’anno. “Le diete sbilanciate, con un consumo eccessivo di carne, sono responsabili del maggior peso globale in termini di perdita di salute – affermano gli autori -. Allo stesso tempo il sistema alimentare è responsabile di più di un quarto delle emissioni, ed è una delle forze principali che spingono i cambiamenti climatici”.

 

Mirtilli e verdure fanno memoria anti Alzheimer

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