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Napoli, Peppe Riganato: manifesto col cognato morto del boss

NAPOLI – Stazza “importante”, lenti fumé e sorriso pacioso. E alle spalle un altro volto, quello del “mentore” politico, cognato di un boss e morto da anni. Si presenta così Giuseppe Riganato detto Peppe, candidato al Comune di Napoli con la lista Ala, quella di Verdini che appoggia la Pd e renziana Valeria Valente. Racconta Conchita Sannino su Repubblica:

Voti uno, prendi due nomi. Peccato che uno dei due sia passato a miglior vita. Nella campagna elettorale ricca di zone grigie e aneddoti non esaltanti, ecco spuntare la storia di un candidato al Comune di Ala che ha voluto “omaggiare”, durante la sua corsa, un noto consigliere municipale uscente, ex Pdl, e oggi in Ala accanto a lui. Così nasce il manifesto elettorale a doppio profilo: in primissimo piano la foto del candidato, alle sue spalle l’immagine del mentore che non c’è più. Ma che, a sua volta, era il cognato di un capopiazza di camorra. Ecco il debutto per Ala di Giuseppe Riganato, detto Peppe, 56 anni, alter ego, accompagnatore e factotum di un esponente della Settima Municipalità di San Pietro a Patierno-Miano-Secondigliano, ovvero Giovanni Di Vincenzo, a sua volta parente stretto del capopiazza Giuseppe Parisi, o’ Nasone, ucciso dai sicari di camorra nel 2011.

Dinamiche che sono sullo sfondo, ovviamente. Ma alcuni fili intrecciano qualche profilo della campagna elettorale. In particolare, il Di Vincenzo omaggiato nel manifesto di Riganato fu anche sentito dalle forze dell’ordine, nel 2010 perché accusato di voto di scambio. Un suo rivale, dell’allora Pdl, puntò il dito contro di lui, sostenendo che nel rione, con i suoi modi spicci e spregiudicati, Di Vincenzo esercitava un controllo ossessivo del voto dei cittadini, promettendo benefici in cambio, e voleva «controllare i certificati elettorali». Fu perquisita anche la sua associazione, “Il Perrone”, ma poi l’indagine non riuscì a provare una sua diretta partecipazione. Quel manifesto, oggi, recherebbe con sé un messaggio non scritto: scrivi Riganato, sostieni i Di Vincenzo. Raccontano nel rione: «Peccato che è morto, era già deciso: Di Vincenzo doveva andare al Comune e Riganato alla municipalità».

Napoli, Peppe Riganato: manifesto col cognato morto del boss

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