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New York, ghigliottinato un busto di Cristoforo Colombo FOTO. Los Angeles intanto cancella il Columbus Day

NEW YORK – La cosiddetta “guerra delle statue” che sta alimentando la tensione negli Usa per i monumenti rimossi dei generali confederati (suddisti e schiavisti) della Guerra di Secessione, continua a fare vittime innocenti. Da ultimo, un busto in bronzo di Cristoforo Colombo è stato d********o in un parco a Yonkers, a nord di New York.

E’ solo l’ultimo episodio in ordine di tempo contro Colombo: una statua venne vandalizzata in Texas; la statua del genovese che nel 1492 scopri’ l’America a Columbus Circle a Manhattan, rischia; un monumeto sempre a Colombo è stato distrutto a Baltimora.

Ora è la stessa festa nazionale del Columbus Day (il secondo lunedì di ottobre) che si svolge a Los Angeles a venire cancellata per essere sostituita dalla “Indigenous and Native People Day”, ossia la festa dei pellerossa o indiani d’America. Colombo è accusato di aver sterminato i nativi americani che trovò, peraltro a San Salvador (una delle odierne Bahamas) e non nei futuri Stati Uniti.

Dopo Yorkers, un’altra statua di Cristoforo Colombo presa di mira nell’area di New York: nel Queens, la statua del genovese che nel 1492 scoprì l’America è stata vandalizzata con graffiti. “Non onorare il genocidio. Abbattila“, è’ la scritta comparsa sul piedistallo della statua e scoperta giovedì 31 agosto. .

“La storia va capita, non va abolita, altrimenti anche di noi stessi capiremo sempre di meno, non di più e meglio”. A parlare di quello che sta accadendo negli Usa con le statue di Colombo e con la decisione di abolire il Coloubus Day è la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani: “E’ giusto ricordare che la colonizzazione europea ha falcidiato la popolazione indigena d’America e pressoché annientato le loro tradizioni: non è un fatto che viene messo in dubbio da nessuno studioso serio ed è ormai di dominio comune, anche se forse non abbastanza”.

“Ma il Columbus Day ha assunto nel tempo anche un altro significato – ha aggiunto Serracchiani – di amicizia e legame con i milioni di italiani che sono emigrati negli Stati Uniti e hanno contribuito a renderli grandi, assieme a tante altre comunità. La logica dell’iconoclastia ha degli aspetti potenzialmente pericolosi, perché si sa dove si comincia ma non dove si va a finire. I danneggiamenti, avvenuti in varie località Usa, alle statue di Cristoforo Colombo, cui sono dedicate piazze e vie in tutto il mondo e il cui rilievo storico è assai difficile mettere in discussione, sono un segnale che – ha concluso – deve far riflettere”.

New York, d********o un busto di Cristoforo Colombo

New York, d********o un busto di Cristoforo Colombo

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