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Papa mette cartello “Vietato lamentarsi” in Vaticano: ecco chi glielo ha regalato

Papa mette cartello "Vietato lamentarsi" in Vaticano: ecco chi glielo ha regalato

Papa mette cartello “Vietato lamentarsi” in Vaticano: ecco chi glielo ha regalato

CITTA’ DEL VATICANO –  “Vietato lamentarsi“. Il simpatico cartello è comparso proprio sulla porta dell’appartamento di Santa Marta dove da qualche giorno Papa Francesco ha iniziato a trascorrere le sue ferie. Un messaggio tanto simpatico quanto chiaro da parte del pontefice: in Vaticano sono messi al bando i vittimisti con tanto di sanzione se ci sono bimbi davanti ai “trasgressori” e incita a dare il meglio di sé. Un cartello che era stato regalato al Papa da psicologo e psicoterapeuta Salvo Noè, autore di libri e di corsi motivazionali, che non avrebbe mai aspettato di vederlo affisso.

Il simpatico cartello è decisamente un invito a smettere di piangersi addosso e a rimboccarsi le maniche per far funzionare le cose. Affisso proprio all’ingresso della casa di Papa Francesco, ecco cosa recita come scrive Vatican Insider de La Stampa:

“Vietato lamentarsi. I trasgressori sono soggetti da una sindrome da vittimismo con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere i problemi. La sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di bambini. Per diventare il meglio di sé bisogna concentrarsi sulle proprie potenzialità e non sui propri limiti quindi: smettila di lamentarti e agisci per cambiare in meglio la tua vita”.

Il cartello è un’invenzione dello psicologo e psicoterapeuta Salvo Noè, autore di libri e di corsi motivazionali, che ha raccontato di aver regalato il cartello a Papa Francesco nel 2013 in ricordo di un’omelia in cui ribadiva la condanna delle lamentele che “ci tolgono la speranza”:

San raffaele

“Sono state parole che mi hanno colpito perché rafforzavano la mia convinzione in proposito, già espressa in un libro del 2012 che s’intitola ‘Smettila di lamentarti’. Francesco ha reagito con entusiasmo alla consegna del cartello, tanto che appena l’ha visto ha fatto un gesto di apertura. E poi l’ha letto con attenzione, rimanendo colpito anche dalle frasi scritte sotto quella principale: ‘I trasgressori saranno soggetti a una sindrome da vittimismo con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere problemi’. Con questo ho voluto dire che se focalizziamo la nostra attenzione sul lamento perdiamo l’attenzione su quelle che sono le soluzioni dei nostri problemi.

Il Papa affermava in quell’omelia del 2013 che le lamentele sono cattive perché ci tolgono la speranza. E se ciò è vero in chiave di fede cristiana, lo è anche dal punto di vista psicologico. Non mi aspettavo che il Papa appendesse davvero il cartello ‘Vietato lamentarsi’ all’ingresso del suo appartamento. Mentre gli consegnavo il cartello, un libro e un braccialetto con la stessa scritta, che si è subito messo al polso, ho sentito che diceva ai suoi collaboratori di metterlo davanti alla sua stanza, ma non speravo tanto”.

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