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Piacenza, furbetti cartellino: uno di loro incontrava baby squillo col furgone del comune FOTO

PIACENZA – Le immagini delle telecamere nascoste li hanno incastrati, facendo venire alla luce qualcosa di più di un malcostume diffuso fra i dipendenti del Comune, pronti a spalleggiarsi a vicenda nel timbrare il cartellino per il collega che poi usciva per andare a fare la spesa o in palestra utilizzando anche l’auto di servizio: qualcuno non si presentava neppure in ufficio, o invitava un’ amica a pranzo facendosi pagare gli straordinari; e c’era anche chi effettuava consegne con un camioncino comunale.

La posizione più grave resta però quella di un dipendente che in orario di lavoro si intratteneva con una minorenne. L’uomo, in un caso avrebbe tentato anche di violentarla. La sua è la posizione giudiziaria più grave all’interno dell’inchiesta. Per incontrare la giovane p********a in un hotel, il dipendente comunale utilizzava un furgone con gli stemmi del comune di Piacenza: stemmi che, quando il dipendente lo utilizzava per i suoi scopi personali, venivano staccati e poi riattaccati al momento di rientrare.

Sono 50 i ‘furbetti del cartellino’ indagati tra gli oltre 500 dipendenti del Comune di Piacenza (quasi il 10% dell’organico) nell’inchiesta condotta dalla Polizia Municipale e dalla Guardia di Finanza, che ora – viste le conseguenze del decreto Madia, prima la sospensione dal servizio e poi l’iter per il licenziamento – rischia di paralizzare l’attività dell’ente.

I reati ipotizzati vanno dal falso alla truffa, al peculato. “Ci sono persone – ha dichiarato il procuratore di Piacenza, Salvatore Cappelleri – che abitualmente lo facevano, persone che si scambiavano l’un l’altro il favore: una situazione di illegalità – ha commentato – purtroppo diffusa”.

San raffaele

Tra le misure cautelari (10 gli indagati a piede libero, 39 gli obblighi di firma) anche un arresto domiciliare per il dipendente colpito dall’accusa più grave, ossia quella di aver portato in hotel la p********a minorenne.

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