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Referendum trucco: “Firma anche tu!”. Costituzione Whatsapp

ROMA – Referendum col trucco: gira su Whatsapp, e anche con un certo successo in termini di condivisioni, un invito a firmare la proposta di un referendum popolare. Su cosa? Sulla legittima difesa della casa e dei beni. Ma è una bufala: la “Costituzione Whatsapp” infatti non fa i conti con quella vera, che non prevede che l’istituto del referendum possa essere utilizzato per proporre leggi, come spiega bene Francesco Zaffarano su La Stampa:

Gira da giorni su WhatsApp (tra gruppi di complottisti e appassionati di burraco) un invito a firmare un «referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni». L’obiettivo è di aumentare le pene per chi viola il domicilio e «negare il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o agli eredi in caso di morte ladro». Di legittima difesa si parla ogni volta che ci scappa il morto ma l’argomento è tornato d’attualità con la proposta che sta facendo litigare Pd e Ncd. In Parlamento, poi, c’è già una proposta della Lega Nord per la “difesa legittima domiciliare”. Quanto al referendum, si tratta di una mezza bufala: nonostante quello che purtroppo riporta anche qualche testata nazionale, non esiste in Italia la possibilità di votare un referendum di questo genere. L’istituto giuridico del referendum, in Italia, prevede due principali tipologie: quello abrogativo, per cancellare una norma o una sua parte (come quello votato il 17 aprile sulle trivellazioni) e quello costituzionale per approvare o respingere una riforma della Costituzione (come quello che dovremmo votare in autunno). A questi si aggiungono quelli, regionali, comunali e provinciali, su questioni legate alle amministrazioni locali o alle fusioni tra enti.

Referendum trucco: "Firma anche tu!". Costituzione Whatsapp

Referendum trucco: “Firma anche tu!”. Costituzione Whatsapp