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Bialetti, ceneri in maxi caffettiera. Prete la benedice FOTO

Fu lui a ispirare al disegnatore Paul Campani, nel 1958, quell' "omino coi baffi" che su Carosello diventò l'icona di tutti i prodotti Bialetti

ROMA – Le ceneri in una grande Moka: è così che si è celebrato il funerale di Renato Bialetti, l’uomo che portò nel mondo la celebre caffettiera inventata proprio dal padre. Bialetti si è spento l’11 febbraio scorso.

Aveva 93 anni ed è mancato ad Ascona, nel Canton Ticino, dove viveva da quando a Omegna, vicino al Lago d’Orta, aveva ceduto l’attività dell’azienda di famiglia. Fu lui a ispirare al disegnatore Paul Campani, nel 1958, quell’ “omino coi baffi” che su Carosello diventò l’icona di tutti i prodotti Bialetti, a cominciare proprio dalla celebre moka. Era stato il padre, Alfonso Bialetti, ad inventarla nel 1933, mentre Renato Bialetti decise di esportarla all’estero, facendola diventare un’icona del design italiano.

Intesa come oggetto di design, oggi la caffettiera è esposta come un’opera d’arte al Moma di New York e alla Triennale di Milano. Renato Bialetti era nato nel 1923 ad Omegna, dove era cresciuto nell’azienda fondata dal padre. Subito si buttò nell’avventura paterna intuendone la forza. Dopo la cessione della società alla Faema, nel 1986, si era poi trasferito in Svizzera, ma amava tornare nei luoghi della giovinezza. L’ultima volta lo fece nel 2013 quando tornò ad Omegna in occasione dell’ 80esimo compleanno della Moka.

Per molti italiani e non solo, la Moka Bialetti è diventata negli anni un simbolo, un oggetto familiare che non si poteva non avere un casa. Uno studio del 2010 ha rilevato che ne possiede almeno una, in casa, oltre il 90% degli italiani. Se il padre Alfonso la inventò, Renato ebbe l’intuizione e l’intelligenza di investire molto sulla moka. Da un lato rafforzò le esportazioni, dall’altro investì in pubblicità.

Con Carosello, la consacrazione: lo spot dell’ “omino coi baffi” divenne uno dei momenti più seguiti. Il boom sul mercato della moka fu di proporzioni enormi proprio grazie a quell’ “omino” creato da Paul Campani, che si ispirò proprio ai baffoni di Renato per disegnare il suo personaggio. Un disegno familiare, di facile ricezione divenuto per generazioni sinonimo di caffè, colazione, “quasi che se ne sentisse il profumo” amava dire il suo inventore. Ma l’avventura della Bialetti continua fino ad oggi: nel 1986 Renato la vendette alla Faema che decise di diversificare la produzione, da allora sempre più attenta, oltre alla Moka, ai piccoli elettrodomestici. Nel 1993 Bialetti venne ceduta alla lombarda Rondine Italia, produttrice di strumenti per la cottura, con la quale nel 1998 poi si fuse dando vita a Bialetti Industrie, azienda quotata in borsa dal 2007. Da allora non sono mancati lanci di nuovi prodotti. Ma tutti rigorosamente “targati” Bialetti.


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