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Roma, la statua di Wojtyla torna alla stazione Termini dopo il restauro: foto

La nuova statua di Giovanni Paolo II (Ansa)

ROMA – In piazza dei Cinquecento a Roma, torna la statua di Giovanni Paolo II dopo il restauro. La statua, posizionata nei pressi della stazione Termini, ora accoglie i visitatori con uno sguardo più dolce e rivolto allo spettatore e con il lembo del mantello più ristretto.

Nell’insieme, l’immagine appare più armoniosa e più morbida. La nuova statua con alcune modifiche per le quali sono stati necessari 9 mesi di lavoro, metterà a tacere, almeno spera il maestro Oliviero Rinaldi, le polemiche e le critiche che si era guadagnata la prima stesura dell’opera d’arte.

In pratica, la nuova versione di papa Wojtyla è più alta di 50 cm, con un mantello più corto e un basamento in cemento che sostituisce quello erboso. Il mantello è stato modificato in tre parti e anche la testa è stata fusa e rifatta sia dal punto di vista espressivo che di posizione perché è stata girata e resa più proporzionata alle nuove misure della statua. I lavori, “a costo zero”, ha spiegato il sovrintendente Umberto Broccoli, saranno ultimati a fine mese e l’inaugurazione ufficiale avrà luogo, probabilmente, il primo ottobre.

“I completamenti apportati alla statua che si chiama ‘conversazioni’ – ha spiegato Rainaldi – sono stati necessari per rendere la statua più fedele al bozzetto originale”. Anche la patina è stata rifatta su un materiale prima riportato all’originale color bronzo. Il monumento al Beato Papa Wojtyla sarà illuminato in modo più diffuso rispetto al precedente con un effetto che risulterà più coinvolgente.

Quindi, il popolo di fedeli che aveva lasciato sotto i piedi della statua lumini, ex voto, preghiere e frasi per un Papa che fu amato dalla gente, riavrà una statua leggermente diversa dalla precedente. D’altronde, proprio come aveva detto Giovanni Paolo II “se sbaglio mi corriggerete”, una frase ribadita anche dall’assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini che ha sottolineato l’importanza “dell’ascolto della città e della capacità di essere in grado di mettere in discussione e modificare le scelte che si rilevano non giuste del tutto”.

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