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Sahar Dofdaa, morto di fame a un mese. Dalla Siria la FOTO che sconvolge il mondo

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Una delle foto di Sahar Dofdaa, morto di fame a un mese (tratta da video YouTube)

GHOUTA – La foto di Sahar, il bambino di un mese morto di fame in Siria, sta facendo il giro del mondo. È emergenza umanitaria a Ghouta, la regione a est di Damasco controllata dagli insorti e assediata dall’esercito fedele al governo di Bashar al-Assad. L’agenzia France Presse ha diffuso una serie di fotografie che descrivono le terribili condizioni di malnutrizione di molti bambini e neonati, come Sahar Dofdaa, meno di due chili di peso, le ossa a fior di pelle, morta di fame domenica scorsa, ad appena un mese dalla nascita, nella città di Hamouria. La madre, spiega l’agenzia, non è stata in grado di allattarla al seno in quanto anch’essa denutrita.

LA FOTO E’ PRESA DA QUESTO VIDEO YOUTUBE. Le foto originali sono state scattate da Amer ALMOHIBANY per AFP.

Eppure Ghouta è una delle aree di “de-escalation” previste da un accordo, mediato da Russia e Turchia, per ridurre le violenze in Siria, straziato dalla guerra civile da oltre sei anni e mezzo. Gli aiuti internazionali non arrivano in quantità sufficiente, da una parte per i limiti all’accesso posti dal governo, dall’altra per gli scontri tra fazioni dell’opposizione, che rendono ancora più difficile consegnarli. Il risultato è un fiorente mercato nero che ha reso i beni di prima necessità troppo costosi (un chilo di zucchero viaggia sui 15 dollari) per la maggior parte della popolazione, costretta a vivere di orzo, olive e piante bollite.

“Abbiamo poche riserve, tanti altri bambini moriranno”, ha spiegato al Guardian una fonte degli aiuti, che ha richiesto l’anonimato. E la situazione di Goutha si ripete in altre città della Siria, e vede alternarsi ribelli e governativi nella parte dei carnefici di circa 3 milioni e mezzo di persone, assediate da militari o da miliziani in città diventate trappole senza uscita.

Yahya Abu Yahya, un medico attivo negli ospedali dell’area, ha spiegato a France Presse che dei 9.700 bambini esaminati negli ultimi mesi, 80 soffrivano – come Sahar – delle più gravi forme di malnutirzione, 200 mostravano segni di malnutrizione acuta e altri 4 mila avevano problemi nutritivi. “Migliaia di bambini sono in pericolo”, ha avvertito l’attivista Raed Srewel, “senza un’iniziativa internazionale o una mossa dell’Onu, le conseguenze saranno estremamente pericolose: Ghouta diventerà una catastrofe umanitaria”.

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