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Salvini a Napoli: scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia. Cinque fermi FOTO-VIDEO

  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia VIDEO-FOTO
  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia
  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia1
  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia2
  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia3
  • Salvini a Napoli, scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia4
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Salvini a Napoli: scontri al corteo, sassi e petardi contro polizia. Cinque fermi FOTO-VIDEO

Ansa

NAPOLI –  Un folto gruppo di persone che si trovava al corteo della manifestazione anti-Salvini a Napoli si è staccato e, con i volti coperti da sciarpe, cappellini e cappucci e maschere nere di Pulcinella, ha acceso fumogeni prima di cominciare a lanciare bombe carta contro la polizia.

Poco dopo è iniziato anche un fitto lancio di sanpietrini. L’attacco della frangia più violenta nella manifestazione anti-Salvini ha bersagliato il cordone delle forze dell’ordine con camionette schierate davanti alla Mostra d’Oltremare che ha risposto con lancio di lacrimogeni e cariche I lanci sono partiti da un folto gruppo da persone vestite incappucciate di nero. Tra i manifestanti infatti, oltre ad una ruspa con attaccato un manifesto che raffigura la faccia di Salvini, ad un certo punto sono spuntati i black-bloc (qui la foto).

Verso le 19, la guerriglia urbana è terminata. Le persone fermate dalle forze dell’ordine sono, al momento, cinque. La Polizia, lungo viale Giulio Cesare nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, è riuscita a disperdere i manifestanti violenti, respingendoli anche attraverso l’uso degli idranti.

La strada, e la zona circostante gli scontri è ridotta a un vero e proprio campo di battaglia. Durante la fuga i manifestanti hanno continuato a lanciare oggetti e sassi all’indirizzo delle forze dell’ordine. La situazione è tornata lentamente alla normalità dopo che per tutto il pomeriggio, i commercianti avevano abbassato le saracinesche con la gente che, terrorizzata, chiedeva rifugio.

Nell’area della protesta, tra lanci di lacrimogeni e sassi, sono state distrutte autovetture, incendiati e ribaltati in strada i cassonetti dei rifiuti, divelti segnali stradali mentre sono comparse scritte contro la Polizia e contro il fascismo. Il lancio di lacrimogeni e la densa coltre di fumo ha reso l’aria irrespirabile in tutto il quartiere di Fuorigrotta in cui sorge la Mostra d’Oltremare. 

 

IL CORTEO – Oltre duemila persone hanno partecipato al corteo organizzato da centri sociali, comitati e associazioni. Ad aprire il corteo una grande ruspa. In piazza anche assessori comunali della giunta de Magistris.

Matteo Salvini è entrato nel Palacongessi alla Mostra d’Oltremare per tenere il suo comizio verso le 16 con in sottofondo la canzone degli Stadio “Ho bisogno di voi”.  É scandaloso, ha affermato il leader della Lega, “che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli”. Il fatto che il sindaco di Napoli oggi non abbia partecipato al corteo dei centri sociali a Salvini non importa: “Conta quello che ha detto in questi giorni”.

Salvini ha annunciato che per le sue dichiarazioni, de Magistris “verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no”. E a proposito della polemica tra il sindaco e il ministro dell’Interno: “A Minniti dico grazie, ma in democrazia non deve essere un ministro dell’interno a garantire la libertà di pensiero”.

NAPOLI E LA LEGA NORD – “Vent’anni fa – ha spiegato Salvini in risposta a chi lo ha accusato in questi giorni di essere “razzista” verso i meridionali – quando ho preso la tessera della Lega, l’Italia era diversa, ora l’Italia deve vincere tutta insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o i Crocetta di turno. Napoli era una capitale mondiale prima che il centralismo romano negasse tutto e derubasse tutti e quindi penso che valorizzare questa Italia che è lunga e diversa sia importante”.

“Vent’anni fa quando ho fatto la tessera della Lega avevamo in tasca la lira, non c’era l’Isis, l’immigrazione fuori controllo non c’era la legge Fornero, era un’Italia diversa. Io voglio parlare con i napoletani che sono fuori da questa sala e che non credono più a Renzi, de Magistris, Emiliano, a tutti questi chiacchieroni. A loro voglio parlare e sono felicissimo di essere qua”.

“Le scuse ai napoletani le ho già fatte 18 volte, altrimenti non sarebbero qua oggi” ha concluso il leader della Lega Nord (foto Ansa).

 

 

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