Blitz quotidiano
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Scontro treni in Puglia: Samuele compie 7 anni, senza la nonna

ANDRIA – Sul tavolino c’è una crostata alle ciliegie con 7 candeline, due scatole di giochi da tavolo in regalo, una di Lego e una del Monopoli, ma soprattutto la maglia rossonera dell’amatissima squadra del Milan. A soffiare forte sulle fiammelle, aiutato dai cuginetti, è Samuele, il bimbo tratto in salvo da sotto le lamiere dei treni dello schianto ferroviario tra Corato e Andria. Ieri il piccolo Samuele non smetteva di piangere, tanto era terrorizzato. Per tranquillizzarlo i vigili del fuoco gli hanno mostrato i cartoni animati sul telefonino, mentre lavoravano per tirarlo fuori. Oggi Samuele festeggia sette anni in ospedale attorniato dalla sua famiglia. Meno un membro, la nonna che lo ha salvato facendogli scudo col suo corpo.

Nessuno se lo aspettava così, questo compleanno di Samuele. Non la mamma e il papà, che piangono e ridono insieme per questo loro bimbo scampato alla tragedia. Non lui, che porta la maglia del suo club preferito sopra le ferite che nonna Donata non è riuscita a risparmiargli. Non gli zii, che lo avevano accompagnato al treno per tornare a Milano con i nonni, dopo un mese di mare, partite dell’Italia viste in tv e ricordi bellissimi, che ora sembrano senza senso, nella stanza in ombra dell’ospedale di Andria.

Il sindaco Nicola Giorgino, in un giorno così difficile per la cittadina pugliese, ha voluto trovare lo stesso il tempo per portare al piccolo Samuele un bacio e la promessa che insieme andranno a vedere la partita tra Milan e Juventus, anche se il piccolo Samuele spera di assistere al derby Milan-Inter. Le dottoresse clown nella stanza di ospedale lo chiamano Super Samuele, mentre il personale medico segue attento ogni suo gesto e lo protegge dal clamore che è fuori. Lui parla con il sindaco delle trattative con i cinesi per la vendita del Milan, gioca con i nasi finti da clown e cerca di non ricordare quell’inferno di lamiere e grida da cui è uscito vivo, guardando i cartoni sul cellulare dei vigili del fuoco. Senza mai smettere di chiedere: “Ma la nonna dove sta?”. Nessuno ha avuto ancora il coraggio di dirgli la tragica verità.