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Terremoto, Nonna Peppina lascia in lacrime la casetta di legno abusiva FOTO-VIDEO

Terremoto, Nonna Peppina lascia in lacrime la casetta di legno abusiva01

MACERATA – Nonna Peppina, la terremotata di 95 anni diventata un caso nazionale, ha lasciato ieri, sabato 30 settembre, la casetta di legno abusiva costruita per lei dai familiari su un terreno edificabile di sua proprietà. In lacrime Giuseppa Fattori è stata portata via da quelle quattro mura in località Moreggini a San Martino di Fiastra (Macerata), dove si erano riunite un centinaio di persone, tra comitati, militanti di Forza Nuova, cameramen, giornalisti e un servizio di sicurezza con polizia e carabinieri. C’era pure il capogruppo regionale della Lega Nord, Sandro Zaffiri.

Tutti sono accorsi a testimoniare la loro solidarietà alla nonnina. Sorretta dalle figlie Agata e Gabriella Turchetti e accompagnata dagli applausi incoraggianti della gente, l’anziana è salita sull’auto del genero: starà a Castelfidardo (Ancona), a casa di Gabriella.

Ieri scadeva una proroga di 15 giorni prima del sequestro della struttura, disposto dalla Procura di Macerata che ipotizza un abuso edilizio. Sequestro in realtà slittato in attesa della decisione del Tribunale del Riesame, anche se al momento nessun atto è stato notificato alla famiglia.

Sabato i familiari l’hanno persuasa a partire: gli ultimi giorni “sono stati pesanti dal punto di vista fisico e psicologico – dice Gabriella – Ma stamattina aveva già cambiato idea e non voleva più andarsene, alla fine siamo riusciti a convincerla, promettendole che torneremo qui il 7 ottobre, per la messa del suo anniversario di matrimonio. Sì, abbiamo sentito dire che il sequestro è rinviato, ma a noi nessuno ha detto nulla ufficialmente. Comunque non andiamo contro lo Stato”.

Di parere diverso Agata: “Per me oggi lo Stato muore”. Peppina ha pianto “molto in macchina – racconta ancora Gabriella – Lei sta bene solo a Fiastra”. Dove era arrivata appena sposata e dove ha vissuto per 73 anni. Si era sistemata in un vecchio container risalente al sisma del 1997, poi nella casetta per la quale mancano però varie autorizzazioni.

“Ci saranno mille casette come quella” sbotta Diego Camillozzi, del Comitato “Le terra trema, noi no”, mentre Zaffiri osserva che la mancata notifica del rinvio del sequestro “è l’ennesima storia di burocrazia, magari arriva tra qualche giorno”. Gabriella è pronta a riportare la madre a Fiastra anche prima del 7 ottobre, “se è possibile”. Per Camillozzi “ci vuole una legge speciale” per sanare situazioni come quella di Peppina. Nel nome della quale sono stati presentati già vari disegni di legge da parlamentari di tutte le parti politiche.

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