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Lupi, rischio riapertura caccia: Wwf e radicali protestano contro il piano

Lupi, rischio riapertura caccia: Wwf e radicali protestano contro il piano

Lupi, rischio riapertura caccia: Wwf e radicali protestano contro il piano

ROMA – La caccia ai lupi potrebbe essere riaperta. Il piano lupo arriverà sul tavolo della Conferenza Stato Regioni giovedì 2 febbraio e potrebbe reintrodurre l’abbattimento di questi animali. Una eventualità che non è piaciuta agli animalisti del Wwf e ai radicali.

Antonella Mariotti sul quotidiano La Stampa scrive che durante la Conferenza si deciderà  se riaprire o meno la caccia al lupo e la sola possibilità che la deroga del divieto venga cancellata ha fatto insorgere gli animalisti:

“Se i lupi sono sotto protezione dal 1970, il capitolo «deroghe» ha comunque messo in allarme il Wwf, che si appella al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Il quale reagisce: «La conservazione del lupo è un tema troppo serio perché possa essere piegato al clamore mediatico o al populismo di qualcuno». Ma perché questa «guerra» ai lupi? Il problema è negli attacchi alle greggi: aumenta il numero dei branchi, che spesso non trovano abbastanza cibo e scelgono come obiettivo le stalle. Gli allevatori protestano, le Regioni hanno meno fondi per ripianare i danni e così chi aspetta di imbracciare la doppietta trova alleati proprio negli allevatori”.

Gli animalisti del Wwf hanno animatamente protestato e hanno inviato un appello a 20 presidente delle Regioni perché non approvino il piano lupo. Sebbene sia urgente emanare un Piano capace di attuare tutte le misure preventive a difesa delle attività sul territorio e finora disattese dal Piano precedente approvato nel 2002, dice il Wwf, quella

“contenuta nel testo attuale è una pericolosa forzatura dei dati, delle esperienze e della legislazione vigente che fa prevalere le pressioni di alcune categorie economiche sul volere della maggioranza dei cittadini e sui principi di tutela nazionali e comunitari”.

In vista della Conferenza di giovedì prossimo il Wwf sta preparando un’azione social che punta a coinvolgere attivisti, soci, volontari e scuole. A fianco della Campagna #SOSLUPO è sceso in campo, per mano del suo creatore Silver, anche Lupo Alberto, che alla domanda “Licenza di uccidere il lupo?” risponde: “Certo che No! Ma siamo matti?!”.

Anche i radicali hanno protestato contro il ritorno della caccia al lupo e 138 militanti di EcoRadicali, l’associazione ecologista dei Radicali Italiani, hanno aderito allo sciopero della fame. Fabrizio Cianci, segretario di Ecoradicali, ha dichiarato:

“Ogni anno, in Italia, vengono uccisi dai cacciatori di frodo almeno 300 lupi, ma per il Ministro dell’Ambiente la priorità non è aumentare controlli, ma liberalizzare ciò che è vietato dalle leggi nazionali, dai trattati e dalle direttive europee”. Per gli EcoRadicali “si fa pagare al lupo il costo dell’inefficienza delle istituzioni.

Il vero problema è la mancata applicazione della legge 281/91, la legge che dovrebbe contenere il fenomeno del randagismo. In 26 anni le istituzioni non sono state in grado di risolvere il problema dei “cani vaganti” e si usa il Piano Lupo per introdurre deroghe alla stessa legge che permetterebbero abbattimenti di massa, come accaduto in Romania”.

I 138 aderenti allo sciopero della fame invieranno una foto del loro piatto vuoto al ministro: via e-mail o sui social con l’hashtag #SALVAiLUPI, ribadendo le ragioni della protesta nonviolenta. EcoRadicali promuoverà iniziative di disobbedienza civile anche il 2 febbraio.

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