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Addio Suzi, morta l’elefantessa star dello zoo di Lahore

Addio Suzi, morta l'elefantessa star dello zoo di Lahore

Addio Suzi, morta l’elefantessa star dello zoo di Lahore

LAHORE – E’ morta Suzi, l’unica elefantessa e star dello zoo di Lahore, spesso alla ribalta sui giornali. Da giorni era sofferente, a causa di forti dolori alle zampe. Aveva 35 anni e mai sperimentato la convivenza con la sua specie: nel 1988, a sei anni, era stata trasferita allo zoo.

Secondo l’amministrazione dello zoo, si era guadagnata il nome Suzi per il suo carattere dolce e docile. Shafqat Ali, direttore dello zoo, al Tribune Express ha detto che l’elefantessa dopo l’autopsia sarà sepolta, così da permettere al corpo di decomporsi; poi, sarà esumata per recuperare lo scheletro.

La Punjab University ha chiesto la pelle di Suzi per poterla imbottire e riprodurre le sue sembianze, la University of Veterinary and Animal Sciences (UVAS), il suo scheletro, cosa chiesta anche dall Museo di Storia Naturale del Pakistan ma Shafqat ha annunciato che preferirebbe dare lo scheletro all’UVAS come riconoscimento per la cure veterinarie. Ha aggiunto che le zanne saranno custodite dallo zoo. L’Associazione Mondiale di Zoo e Acquari (WAZA), afferma:

“Ogni zoo con elefanti deve avere almeno tre femmine o lo spazio per ospitare tre femmine, due maschi o tre elefanti di genere misto”.

Tuttavia, a causa della carenza di fondi e della mancanza di elefanti africani, Suzi ha vissuto in solitudine dal 1988, ha affermato il vice direttore del Dipartimento della Wildlife, Muhammad Naeem Bhatti. Il Dipartimento della foresta, della fauna selvatica e della pesca, ha sospeso il direttore dello zoo Shafqat Ali per “inefficienza e non aver preso le misure adeguate per il trattamento dell’elefante”.

Un comitato di indagine di sette membri determinerà le cause della morte di Suzi, una delle più grandi attrazioni dello zoo, che affascinava adulti e bambini. Secondo i report, l’amministrazione dello zoo, nel 1999, vietò alle persone di salire sulla schiena dell’elefantessa; ci hanno riprovato nel 2001 ma ormai Suzi non era in grado o disposta a sopportare pesi sulla schiena. Nel 2013, quando l’amministrazione ha tentato di far ripartire l’operazione, Suzi ha risposto bene, ma non avevano la necessaria autorizzazione.

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