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Camera, reti e allarmi non frenano gabbiani che sbranano piccione

Camera, reti e allarmi non frenano gabbiani che sbranano piccione

Camera, reti e allarmi non frenano gabbiani che sbranano piccione (Foto di repertorio)

ROMA – Un piccione incastrato nella rete. Dei gabbiani che ne fanno scempio, mangiandolo e quasi staccandogli la testa. Scena pulp alla Camera dei Deputati. Che Roma abbia un problema con gli animali non è cosa nuova tra topi, cinghiali, gabbiani… Ma se anche un palazzo istituzionale, munito di rete e sensori anti pennuti, è scenario di piccioni morti, vuol dire che l’emergenza uccelli è ben lontana dall’essere risolta. Una scena che ha ricordato molto quella (dal contenuto molto più simbolico) della colomba liberata da Papa Francesco aggredita un secondo dopo da un corvo e da un gabbiano.

Ad ogni modo il cortile di Palazzo Montecitorio, mercoledì, è stato teatro di una scena da film horror. Il corpo agonizzante del piccione è caduto su una rete di tiranti d’acciaio che era stata fatta installare un anno dal presidente della Camera, Laura Boldrini. Lo scopo era, appunto, quello di evitare che gli uccelli dessero fastidio agli onorevoli che trascorrono la “pausa sigaretta” nel cortile. Il mal capitato piccione è rimasto intrappolato nella rete dopo essere stato aggredito da un gabbiano. E, così, scrive Il Giornale “mentre i deputati erano in pausa pranzo, dal cielo è caduta una pioggia di sangue e sono dovuti intervenire addirittura i pompieri per levare il piccione da quella rete maledetta”.

 

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