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Cani e gatti di casa, Equitalia non può più pignorarli

Gli animali non sono più beni pignorabili da Equitalia, (quelli d'affezione o da compagnia del debitore), sia quelli impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli.

ROMA – Cani e gatti non si possono più pignorare. Anche se non tutti sapevano forse che Equitalia potesse pignorare animali domestici da compagnia di qualcuno in debito. Con la nuova legge sul Collegato ambientale, gli animali non sono più beni pignorabili da Equitalia, (quelli d’affezione o da compagnia del debitore), sia quelli impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli. E questa novità non riguarda solo cani e gatti, ma anche conigli, cavalli e galline.

La Stampa spiega che si tratta di una vittoria della Lav, la Lega Anti Vivisezione:

L’associazione, infatti, lo chiedeva già nel 2008 nella sua proposta di legge a modifica del Codice civile, da cui – peraltro – sono già state adottate e riformate le norme in materia di soccorso stradale, con l’obbligo di prestare soccorso agli animali vittime di incidenti stradali e via libera alle ambulanze veterinarie (Legge dal 2010), e in materia di condominio, con il divieto di proibire la presenza di animali domestici nelle case (Legge dal 2012).

A queste importanti conquiste, il voto – ottenuto anche grazie alla recente mobilitazione telematica #giulezampe – aggiunge un ulteriore tassello per la tutela degli animali, il riconoscimento dei loro diritti e della loro soggettività giuridica. E si tratta anche di un importante riconoscimento alle battaglie condotte dalla Lav in questi anni, alla sempre crescente sensibilità degli italiani nei confronti degli animali (il 40% vive con animali domestici), e all’importanza della relazione affettiva che si instaura tra gli animali e le loro famiglie umane, aspetti sempre più caratterizzanti la nostra società, ai quali anche il Codice Civile sta lentamente ma progressivamente allineandosi.

“Gli animali, come riconosciuto dal Trattato di Lisbona e da una consolidata giurisprudenza, sono esseri senzienti e non era più tollerabile che il nostro ordinamento giuridico potesse disporne l’allontanamento dalla loro famiglia, trattandoli al pari di un televisore o di un oggetto qualsiasi – dichiara la Lav -. Gli animali hanno una vita affettiva, relazionale ed emotiva: la separazione dalla loro famiglia è quindi vissuta come un vero abbandono che causa loro sofferenza psichica ed emotiva e ne provoca anche alle persone che li hanno accolti nel nucleo familiare. Il voto di oggi conferma la strada intrapresa dal Codice penale nel 2004, un tassello importante che, ci auguriamo, aprirà la strada al riconoscimento della soggettività giuridica degli animali, anche in altri e più estesi ambiti”.

 


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