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Cani e gatti predatori, Michele Emiliano sotto accusa per il progetto di legge

Cani e gatti predatori, Michele Emiliano sotto accusa per il progetto di legge

Cani e gatti predatori, Michele Emiliano sotto accusa per il progetto di legge

ROMA – Cani e gatti predatori, Michele Emiliano sotto accusa per il progetto di legge. L’accusa contro il presidente Michele Emiliano è di quelle gravi: secondo l’Ente nazionale protezione animali un progetto di legge in discussione, “In Puglia si vorrebbe aprire la caccia ai cani e ai gatti!”. Segue mobilitazione in rete, con invito sul profilo Facebook agli oltre ottocentomila follower a postare contro il governatore.

Una vera e propria bufera social: al centro delle preoccupazioni degli animalisti c’è il disegno di legge 67 del 2017, che prevede in casi estremi l’abbattimento anche di cani e gatti che possono essere paragonati a predatori selvatici. Parliamo di gatti e cani alla terza o quarta generazione di randagismo, ormai inselvatichiti e tornati a una natura predatoria.

Michele Emiliano ha respinto le accuse in maniera veemente, conscio che uno scivolone o un fraintendimento sugli animali domestici sarebbe una catastrofe dal punto di vista dei consensi. “Impossibile!”, replica infatti su Facebook. “Qualche burlone sedicente 5 Stelle (ma io non ci credo) ha messo in giro un post Facebook che dice che in Puglia si aprirà la caccia a cani e gatti. È una caxxata totale. In Puglia mai nessuno darà la caccia a cani e gatti, dovrebbero passare sul mio cadavere. Bannate quel deficiente che vi ha detto queste bugie. Fate girare. Grazie”.

Per i 5 Stelle, tirati in ballo, il problema c’è eccome. E invita a leggere bene il disegno di legge denunciato dagli animalisti. L’articolo contestato è il 31, dove si parla di “cani e gatti inselvatichiti” tra le specie per cui il presidente della Regione, sentito l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), potrà autorizzare il “controllo” qualora “moltiplicandosi eccessivamente” arrechino danno a colture, fauna, attività agricole ecc…

“Si tratta di un caso residuale, semplicemente un caso di scuola – precisa l’assessore Di Gioia a Repubblica – Abbiamo semplicemente armonizzato le varie normative e le abbiamo adeguate a quelle nazionali. Il disegno di legge ricalca esattamente la legge regionale 27 del 1998, in vigore per quasi vent’anni, compresa la parte su cani e gatti inselvatichiti. E poi noi siamo quelli che hanno fatto barricate sull’abbattimento dei lupi in conferenza Stato-Regioni, non avremmo mai potuto fare ciò di cui ci accusano”.

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