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Cavalli sanno dire “Ho freddo”. Li hanno addestrati a comunicare coi segni

OSLO – I cavalli dotati del dono della parola, finora, sono apparsi solo nei film. Nella realtà, non potendo comunicare direttamente, i fantini devono interpretare i nitriti, i segnali e affidarsi all’istinto. Ora, grazie a un recente studio, alcuni cavalli sono stati addestrati da un team di scienziati che hanno insegnato loro a comunicare con precisione utilizzando dei simboli.

Durante l’esperimento, i cavalli hanno dimostrato di saper indicare con la testa una linea orizzontale qualora avessero freddo e necessitassero di una coperta; inoltre sono stati in grado di poter comunicare altre due possibilità: che la coperta fosse tolta (con una linea verticale) o che non fosse necessario nessun cambiamento (simbolo vuoto).

Agli animali è stato insegnato ad associare il mettere o rimuovere la coperta con i simboli, con l’aiuto di pezzi di carota. La selezione dei simboli, inoltre non era casuale, ma associata alle condizioni metereologiche del momento.

Cecilie Mejdell, del Norwegian Veterinary Institute, ha portato avanti la ricerca e per alcuni giorni i cavalli venivano messi fuori due ore, affinché riuscissero ad associare i simboli al meteo.
Si è così scoperto che nei giorni freddi, con circa 5°C, i cavalli chiedevano che fosse loro messa la coperta, cosa che invece non volevano nei giorni più caldi, quando la temperatura era di circa 23°C.

“I cavalli possono imparare ad usare i simboli per comunicare le proprie preferenze, se avere o meno una coperta addosso”, spiega la ricercatrice. Ma nonostante la riuscita dell’esperimento, gli scienziati non sono sicuri al 100% che l’esperimento non sia stato influenzato dagli allenatori stessi, producendo un effetto alla “Clever Hans”.

Un cavallo di razza Orlov, di nome Clever Hans (Hans l’intelligente) acquisì una fama mondiale poiché si riteneva fosse in grado di eseguire operazioni aritmetiche e rispondeva battendo con lo zoccolo tante volte quante corrispondevano al numero corretto. Secondo Osten, il proprietario, insegnante di matematica, Hans era in grado di sommare, sottrarre, moltiplicare, dividere, scandire il tempo, leggere e capire il tedesco. Alle domande rispondeva indicando o battendo lo zoccolo.

Gli autori dello studio, affermano che a differenza di Clever Hans, non c’era risposta “giusta o sbagliata”: il cavallo addestrato sarebbe stato comunque ricompensato con una carota, qualunque fosse stata la scelta. Inoltre, le teste e le orecchie dei cavalli si sono concentrate sui simboli che avevano davanti e le scelte sono state fatte senza esitazione.

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