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Gatti, un impero lungo 9 mila anni

Gatti, un impero lungo 9 mila anni

Gatti, un impero lungo 9 mila anni

ROMA – Al giorno d’oggi è difficile trovare persone che resistano al loro fascino. Sono una vera calamita per chi naviga in internet: il 3% dei contenuti web è dedicato a loro. Ma il loro indiscusso dominio dura da oltre 9 mila anni. Di chi stiamo parlando? Dei gatti! Il loro impero si estende dalla Romania del Mesolitico all’Angola dei giorni nostri, passando per l’Antico Egitto e il Medioevo.

Lo certifica l’analisi sistematica del Dna dei resti di 200 gatti pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution. I ricercatori hanno analizzato il corredo genetico dei resti di gatti scoperti in diversi siti archeologici, comprese mummie dei felini sepolte nelle tombe dell’antico Egitto.

La ricerca si deve al gruppo coordinato dalla genetista Eva-Maria Geigl, del Centro nazionale di ricerca scientifica francese (Cnrs), al quale partecipa anche l’italiano Claudio Ottoni, che lavora in Belgio all’Università di Lovanio.

Come spiega Ottoni all’agenzia Ansa, l’analisi di tutti questi campioni, che risalgono a un periodo tra 10 mila anni fa e l’800, ha permesso agli scienziati di assegnare “particolari linee genetiche presenti nei gatti domestici ai loro luoghi di origine”.

”Proprio riuscendo a stabilire i luoghi di origine delle linee di gatto domestico – ha aggiunto – lo studio ha permesso di stabilire che i gatti moderni discendono da due diverse popolazioni di gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica)”.

Secondo quanto sinora ricostruito, il legame fra gatti ed esseri umani risale agli albori dell’agricoltura, nella Mezzaluna Fertile, circa 10 mila anni fa. ”Durante il Neolitico, in Medio-Oriente – ha detto il ricercatore – i gatti si avvicinarono alla comunità agricole attratti dai topi che infestavano i loro granai”.

Dal Medio Oriente, i gatti addomesticati si sarebbero poi diffusi ovunque, seguendo gli spostamenti delle comunità agricole. La ricerca mostra, inoltre, che i gatti hanno stabilito un rapporto molto stretto con gli esseri umani anche in una seconda fase: in Egitto in epoca classica-romana, e anche in questo caso si sono spostati al seguito dei loro padroni, lungo le rotte commerciali.

”I gatti – ha rilevato Ottoni – hanno viaggiato lungo le principali rotte marittime (ma anche terrestri) umane, per esempio quelle che collegavano l’India con l’Egitto attraverso l’Oceano Indiano in epoca romana e poi verso il Mediterraneo, o successivamente quelle vichinghe, visto che abbiamo gatti con Dna di origine egiziana in un sito Vichingo del Mar Baltico”.

Tuttavia, ha aggiunto, ”non è ancora chiaro se il gatto domestico egiziano discenda dai gatti importati dal Vicino Oriente o se in Egitto si sia verificata una separata e seconda domesticazione”.  Lo studio ha anche rilevato che il gatto più comune nei tempi antichi era quello con il mantello a strisce, mentre i gatti maculati sono diventati comuni solo a partire dal Medioevo.

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