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Mucche ribelli in Liguria: scappate nel 2011 dal mattatoio, ci fanno un film

Mucche ribelli in Liguria: scappate nel 2011 dal mattatoio, ci fanno un film

Mucche ribelli in Liguria: scappate nel 2011 dal mattatoio, ci fanno un film

GENOVA – Le mucche ribelli della Liguria che nel 2011 sono fuggite dal mattatoio arrivano sul grande schermo. La storia della mandria di 70 mucche inizia negli anni Novanta nell’azienda agricola di Mele, vicino Genova, che aveva ottenuto un finanziamento europeo per mantenerla. Poi il finanziamento viene bloccato e l’azienda non può più mantenerle, così gli animali passano sotto alla tutela del Comune di Mele. Nel 2011 però si decide per la destinazione degli animali ad una stalla-mattatoio in Lombardia ed è allora che la mandria scappa. Ora un gruppo di filmaker, colpito da questa ribellione, ha deciso di girare un corto chiamato Vacche ribelli.

Massimo Picone ed Elena Romanato su La Stampa raccontano il nuovo capitolo della storia delle mucche in fuga dal mattatoio e che da anni vivono libere tra i boschi:

San raffaele

“Una parte si è stabilita nei boschi di Mele e Masone, l’altra invece ha addirittura varcato il crinale appenninico e si è spostato nell’entroterra del Savonese, tra Urbe e l’Area montana del Beigua. Le due piccole mandrie, in questo vagare nell’Entroterra ligure, hanno però danneggiato orti, colture e frutteti e su di loro oggi pendono ordinanze sia della magistratura sia del sindaco di Masone. L’ordine consiste nell’abbattere gli esemplari maschi. L’estate scorsa, escursionisti che percorrevano l’«Alta Via dei Monti Liguri» sono dovuti scappare perché caricati. «Occorre utilizzare un “drone” per individuare dall’alto le bestie e abbattere almeno i tori, perché sono pericolosi», ripete Enrico Piccardo, sindaco di Masone.

Una storia che ha colpito alcuni filmaker e naturalisti genovesi e ha portato alla nascita del cortometraggio «Vacche ribelli». Realizzato da Paolo Rossi, fotografo di natura e animali selvatici; Stefania Carbonara, videomaker; Alessandro Ghiggi, naturalista e videomaker e con la collaborazione di Luca Serlenga , geografo; il corto è stato finanziato con un crowdfuding che ha addirittura superato la somma richiesta di 1400 euro. «E’ stato un lavoro sul campo – spiega Paolo Rossi – durato da novembre 2016 allo scorso febbraio. Una parte è stata dedicata alle interviste degli agricoltori che hanno subìto danni. Una seconda parte è fatta dalle riprese delle mucche, durate dieci giorni. Abbiamo messo delle videotrappole, telecamere sugli alberi che ci hanno permesso di riprenderle sia di giorno ma soprattutto di notte, senza filtri e senza la presenza dell’uomo». Il corto sarà presentato a Genova, tra fine maggio e primi di giugno e poi a Roma e Torino”.

Per vedere il trailer del film su Vimeo clicca qui.

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