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Orso ferisce uomo in Trentino, lo vogliono abbattere. Ira animalisti: “No Daniza bis”

Orso ferisce uomo in Trentino, lo vogliono abbattere. Ira animalisti: "No Daniza bis"04

TRENTO – Un orso ha ferito un uomo che passeggiava col cane nei boschi del Trentino e la politica non ha tardato a riaccendere le polemiche sulla pericolosità dei plantigradi. La memoria corre inevitabilmente al 2014 quando l’orsa Daniza, era Ferragosto, in presenza dei propri cuccioli, aggredì un fungaiolo nei boschi di Pinzolo. Fu decisa la cattura, ma Daniza non sopravvisse alla narcosi, con uno strascico di polemiche, manifestazioni e vicende giudiziarie.

Oggi stesso scenario,  da una parte c’è la Provincia autonoma di Trento, che come allora si occupa di ricostruire l’accaduto, attraverso i suoi tecnici, e di valutare provvedimenti per la sicurezza di residenti e turisti, dall’altra le opposizioni, che accusano l’amministrazione di non pensare ai cittadini e di essersi sostanzialmente lasciata sfuggire di mano il progetto Life Ursus, di reintroduzione dei plantigradi sul territorio.

Non che quello fosse stato l’ultimo episodio d’incontro uomo-orso. La primavera successiva era stata la volta di un runner, in val Manara. Era stata Kj2, così era stata catturata e radiocollarata, per seguirne i movimenti. Qualche giorno fa invece un motociclista era caduto cercando di evitare un’orsa e due cuccioli che gli avevano attraversato la strada, in Val Rendena.

L’uomo che si è trovato sabatoieri sera di fronte un orso ha 70 anni, è un trentino di Cadine, ed è all’ospedale Santa Chiara di Trento in condizioni non gravi, per una zampata a un braccio e dei graffi a una gamba, dovuti alla fuga lungo un dirupo. Si trovava nei boschi nella zona dei laghi di Lamar. I forestali trentini hanno raccolto dei campioni di pelo, per cercare d’identificare l’esemplare, e l’amministrazione provinciale, attraverso l’assessore all’ambiente, Michele Dallapiccola, ha ribadito: “E’ urgente che il Governo si faccia carico dell’approvazione della norma di attuazione da noi depositata da più di un anno, unica strada che può consentirci di rimuovere gli esemplari pericolosi”, convocando un vertice sulla vicenda.

Tra le decisioni, l’attivazione in zona da domenica di una squadra di emergenza con cani e l’annuncio di “un’ordinanza urgente del presidente Ugo Rossi che consentirà la rimozione dell’esemplare”. I partiti di opposizione però hanno reagito accusando la Provincia, “non in grado di garantire la sicurezza pubblica”, secondo Maurizio Fugatti, segretario della Lega nord, e chiedendo attraverso Giacomo Bezzi (Fi) un Consiglio provinciale straordinario, quando non hanno decretato che sia ora di “fare piazza pulita di questa invasione”, come secondo Claudio Civettini (Civica Trentina).

Ferme a difendere i plantigradi le associazioni animaliste, con l’Enpa a dire no a una Daniza bis e “pronta a una mobilitazione totale nel caso in cui la situazione dovesse sfuggire di mano”, il Wwf che ricorda come per la convivenza siano applicabili “i protocolli previsti dal piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi (Pacobace)” e la Lav che chiede alla politica di abbassare i toni, riferendo di avere pre-allertato il proprio ufficio legale.

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