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Trump molla i trichechi e li dichiara specie non più a rischio

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Trump molla i trichechi e li dichiara specie non più a rischio

ROMA – Trump molla i trichechi e li dichiara specie non più a rischio. Non c’è posto per il tricheco del Pacifico nell’arca della sopravvivenza destinata agli animali a rischio estinzione: meglio, è stato sfrattato, perché Barack Obama lo aveva preso a bordo, Donald Trump l’ha fatto scendere. Fino al 2060, nonostante il riscaldamento terrestre che sta sciogliendo i ghiacci artici, dovrà cavarsela da solo, dopo il 2060 Dio vede e provvede. Così ha stabilito la Fish and Wildlife Service (Fws), l’agenzia del dipartimento degli Interni Usa che si occupa della salvaguardia delle specie protette.

“Il fattore di rischio più significativo è rappresentato dagli effetti del cambiamento climatico (perdita del ghiaccio marino)”, scrive l’agenzia in un documento. “Sebbene siamo abbastanza certi che la disponibilità di ghiaccio marino diminuirà per via del cambiamento climatico, non siamo altrettanto certi degli effetti del mutamento del clima, soprattutto in un futuro meno prossimo, sull’insieme delle condizioni ambientali, né su come la specie risponderà a tali cambiamenti”.

Non serve un climatologo per capire da dove venga l’ordine politico. Due anni fa, per salvare i trichechi, la Casa Bianca proibì le trivellazioni petrolifere in alcune aree a nord dell’Alaska, suscitando l’ira dei politici locali. L’indifferenza ostentata di Donald Trump al grido d’aiuto del pianeta Terra è stata vista allora come un’ancora di salvezza. E la promessa di eliminare le restrizioni ecologicamente orientate come una benedizione.

Ora il tricheco se la vedrà brutta. Qualcuno ricorderà l’eccezionale assembramento di tre anni di 35mila esemplari spiaggiati a Point Lay sulle coste dell’Alaska. Prendevano fiato, poveretti: i trichechi infatti devono riposare tra una nuotata e l’altra, e senza i lastroni di ghiaccio che si trovavano in mare furono costretti a raggiungere la riva. Si salvi chi può.

 

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