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YOUTUBE Dugongo incatenato nella vasca col suo cucciolo

GIACARTA – Un esemplare femmina di Dugongo era imprigionato in una gabbia sottomarina in Indonesia. A trovarlo un gruppo di turisti durante un’immersione. L’animale era in pessime condizioni, con profonde ferite e cicatrici su tutto il corpo, in particolare sulla coda a cui era attaccata una catena. In una gabbia a fianco c’era il suo cucciolo. Responsabili di tale crudeltà erano alcuni pescatori del posto che usavano i due animali come attrazione turistica. Dopo la pubblicazione di foto e video sul web, la campagna di protesta ha spinto le autorità locali a liberare entrambi.

Il dugongo è un animale acquatico di grossa mole e di colore grigio-biancastro che può superare i 3 metri di lunghezza, per un peso compreso tra 400 e 500 kg. La femmina risulta spesso leggermente più lunga e pesante del maschio ma non abbastanza da poter parlare di dimorfismo . Il dugongo ha una struttura fisica tozza e compatta che gli ha fatto guadagnare il popolare soprannome di “mucca di mare”.

La sua pelle è, al pari degli altri sirenii, usata principalmente come accumulatore di materia grassa, risorsa che torna utile durante l’inverno come protezione termica dalle bassetemperature. Essa è inoltre estremamente resistente e dotata di buone capacità rigenerative: una profonda ferita inflitta da una rete da pesca d’alto mare può guarire infatti anche in un solo giorno.

Nonostante la sua vita si svolga completamente in mare, come i cetacei il dugongo è costretto a salire a galla periodicamente per prendere aria; dopo l’inspirazione, però, la maggior parte dell’ossigeno non viene fissato nell’emoglobina del sangue come accade nei mammiferi terrestri, ma nella mioglobina dei muscoli: questa caratteristica, presente in molti altri mammiferi marini, gli permette di evitare embolie durante la risalita e di restare sott’acqua per tempi molto lunghi.


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