Il “Gambero Rosso” chiude. Vittima della crisi. Non economica, ma dei sentimenti. Secondo i ben informati, infatti, la serrata del celebre ristorante di San Vincenzo (Livorno), sarebbe dovuta a ragioni di cuore. Incomprensioni tra uno dei più geniali, creativi e umili chef d’Europa, Fulvio Pierangelini e la moglie, Emanuela, hanno impedito al locale, che sull’omonima guida gastronomica ha ottenuto un lusinghiero 95/100, di riaprire le saracinesche findallo scorso novembre.
Con insanabile dolore di buongustai autoctoni e turisti disposti a fare centinaia di chilometri per una mousse di baccalà e tartufo bianco o un maccherone al ragù di pesce.
La convinzione, in paese, è che il Gambero non riaprirà più. E la signora Emanuela, spesso presente all’interno del locale, fa poco per rassicurare i clienti terrorizzati. «Siamo chiusi a tempo indeterminato perché mio marito è impegnato in consulenze in Italia e all’estero». Di suo marito, a San Vincenzo, non c’è traccia da tempo.
Preoccupato della possibile chiusura, anche il primo cittadino del paese toscano, Michele Biagi, certamente non contento della conseguente ricaduta in termini di turismo: «Pierangelini e il suo ristorante sono risorse che non vorremmo perdere».
Intanto, la “scomparsa” dello chef è un mistero che scioglie la lingua agli abitanti della frazione livornese. Secondo il proprietario del bar “Fronte del Porto” Pierangelini fa sempre lo chef sulle navi, per altri invece è in Germania. A svelare l’enigma, ma solo in parte, è lo stesso maestro dei fornelli: «Al momento mi guadagno la vita in un altro modo, come consulente per una catena d’alberghi». Il Gambero chiuderà definitivamente? «Non abbiamo ancora preso una decisione definitiva, anche se, oramai, i tempi sono stretti». I palati fini di tutta Italia e d’Europa sperano.
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Salve.
a stento riesco a finire il libro che tratta di lui….IL SOLISTA DELLA CUCINA ITALIANA…..Oggi quasi piangevo leggendo di quelle emozioni sensazioni esaltazioni che lui prova insieme ai disagi e ai contrasti col quale convive….anch’io “bruciapadelle”come si dice dalle nostre parti…le vivo e mi chiedo se avrò mai la possibilità di vedere odorare toccare e assaporare una sua creazione per poi capire cosa sia l’Arte…