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Gianfranco Vissani: “Mangiate agnello a Pasqua, non soffre”

ROMA – Mangiate agnelli a Pasqua, non soffrono! Parola di Gianfranco Vissani che ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio2 torna alla carica contro i “vegani talebani”, non senza fare un po’ confusioni tra le etichette.

“Ci sono vari tipi di vegani – afferma lo chef umbro – Ci sono pure quei vegani carnivori, che mangiano pesce. E poi ci sono i vegani che mangiano uova e formaggi, quelli sono i vegani furbetti”.

A rigor di cronaca precisiamo che questi ultimi sono propriamente detti vegetariani, mentre i primi si chiamano pescetariani: escludono ogni altro tipo di carne, pur facendo del pesce un alimento centrale della loro dieta. I vegani, invece, non mangiano carne e neppure derivati di essa.

In ogni caso per Vissani il punto focale è la Pasqua, durante la quale non ammette sacrifici. A meno che non si parli di agnello sacrificale: “Il capretto e l’agnello – è la sua argomentazione – li mangiano in tutta Italia e in tutto il mono per Pasqua”. E a chi accusa che per rispettare la tradizione si uccidano ogni anno 400mila cuccioli di agnello, Vissani risponde: “Ma quando si fanno le stime di questo tipo, spesso non sono vere. Si è detto che questi sono diminuiti, ma non è così. Secondo lei quanti pastori fanno il passaporto agli agnelli che nascono?”.

Ma gli agnelli non soffrono? Lo incalzano Geppi Cucciari e Giorgio Lauro: “Ma no, non soffrono. Dai ragazzi, è la pastorizia, dobbiamo mangiare qualcosa. Da quando siamo piccoli a quando diventiamo adulti, dobbiamo mangiare la carne, il pesce, la frutta, le verdure… è un ciclo”.

Poi Vissani dà un consiglio che ha il pregio di essere sensato: “Un bambino a Livorno è stato male perché mancava di vitamina B12. E i genitori erano vegani. Loro devono rispettare i bambini, poi alla maggiore età prenderanno le proprie scelte”.

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