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Amore 3.0, al tempo dei social, Marika Borrelli spiega: 33 la quota giusta

Amore 3.0, al tempo dei social, Marika Borrelli spiega: 33 la quota giusta

Amore 3.0, al tempo dei social, Marika Borrelli spiega: 33 la quota giusta

Pensavate di sapere tutto sull’ Amore?

Non sarà così fino a che non leggerete questo saggio semi-serio di Marika Borrelli, giornalista e scrittrice.

“Amore 3.0. Amarsi nel terzo millennio”, sono duecento pagine di divertimento, ben condito da statistica, psicologia, sociologia ed antropologia per conoscere tutte le declinazioni dell’amore al tempo del social.

Ci ritroveremo tutti, nel libro di Marika Borrelli, sposati, separati/divorziati, single felici ed infelici. Scopriremo che non è un gran male essere e vivere i panni di ciascuna categoria: basta cambiare prospettiva.

Infatti, il testo è un prezioso aiuto per tutti noi, che aspiriamo al Grande Amore (senza trovarlo), o aneliamo a liberarci da un amore che non funziona, o che soffriamo le pene per amori non corrisposti o persi per sempre: il libro ci insegna a cambiare prospettiva e forse a trovare una soluzione. O magari a sbagliare ancora, ma anche e soprattutto a riderci su.

Non è un manuale di self help—e la autrice se ne guarda bene da scriverne uno—bensì la guida per un bel viaggio allegro tra tutti gli sbagli umani, senza risparmiare nessuno: uomini e donne trattati con la stessa ironia.

Pieno di esempi ed aneddoti, alza il lembo sulla verità delle nostre più grandi mistificazioni in merito all’ Ammore (con due emme, che fa più intenso).

«Vi ricordate il patto tra Troisi, Benigni ed un allibito Leonardo da Vinci (interpretato da Bonacelli), in Non ci resta che piangere?:

Trentatrè, trentatrè e trentatrè”. Ecco, anche nel matrimonio pare siano le proporzioni perfette: in parti uguali, attrazione fisica, voglia di condividere, stima. Il resto, quell’un per cento residuo, forse è fortuna.» si legge nella terza di copertina.

Conoscerete il non-marito, un personaggio elusivo e misterioso, che aleggia tra le pagine e che cadenza la vita della scrittrice, con le sue intemperanze, le sue fisse, i suoi slanci.

Scoprirete con sorpresa che esistono mariti/compagni/fidanzati che amano andare all’IKEA.

Riderete al racconto delle cerimonie nuziali e vi verrà svelata pure la formula per fare i regali di nozze.

Con una dissacrante raccolta di aforismi a pie’ di capitolo (le vincenzologie), il libro è un’altra perla di questa scrittrice briosa e prolifica che racconta in tutti i suoi saggi di come le relazioni umane siano cambiate con l’avvento del web e con l’invasione dei social media nelle nostre vite.

Già con il suo primo “Come pesci nella rete” (Armando, 2011) ci ha descritto gli Italiani intrappolati da fèisbuk, per proseguire con “Il peggio deve ancora arrivare” (Il Papavero Edizioni) con il quale ha analizzato le storture della transizione del giornalismo al digitale.

Di Marika Borrelli sentiremo ancora parlare (anche la RAI se n’è finalmente accorta) e da queste colonne non mancheremo di raccontarvi di ogni sua prossima uscita editoriale. Intanto, la trovate (con altri suoi libri, acquistabili anche in rete) al Salone del Libro di Torino.

 

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