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Ava Gardner, la “sfascia famiglie” di Hollywood: nuova biografia sulla moglie di Sinatra

Ava Gardner, la "sfascia famiglie" di Hollywood: nuova biografia sulla moglie di Sinatra

Ava Gardner e Frank Sinatra (Ansa)

ROMA – Ava Gardner, l’indimenticata star di Hollywood considerata tra le più irresistibili, fu anche una “sfascia famiglie” che riuscì a far divorziare Frank Sinatra dalla moglie Nancy Barbato. La Gardner non rinunciò alle sue scappatelle per rimanere accanto al talentuoso crooner, devastato dopo aver scoperto che aveva avuto due aborti. E’ quanto emerge nella nuova biografia di Kendra Bean and Anthony Uzarowski, “Ava, a life in movies” (Ava, una vita nel cinema), di cui il Daily Mail pubblica uno stralcio in esclusiva.

La dea di Hollywood e Sinatra, si incontrarono la prima volta nel 1943; Ava, all’epoca era sposata con Mickey Rooney e prima di convolare a nozze con il cantante, nel 1951, ebbe tempo di unirsi in matrimonio con il jazzista Artie Shaw. Sinatra la guardò e disse: “Sei più carina dall’ultima volta che ci siamo visti”. “Non era più la ragazza della Carolina ma una donna fantastica”, fu il commento del crooner dagli occhi azzurri: la frase viene citata nel libro dai due autori.

Quando, nel 1949, esplose la passione con Ava, Sinatra era ancora sposato con tre figli. Dieci anni prima era convolato a nozze con la Barbato nel New Jersey, dove era nato e cresciuto, e solo dopo i due si erano trasferiti ad Hollywood. Ma il matrimonio non impedì a Sinatra di avere avventure con altre donne e Ava era soltanto una delle tante, anche se entrambi sapevano che si trattava di vero amore,dato che già al primo appuntamento erano ubriachi di passione.

San raffaele

In una notte ad alto tasso alcolico insieme a Sinatra, l’attrice voleva la dimostrazione che quanto detto da Frank fosse vero: aveva chiesto a Nancy il divorzio. Si diressero verso il cancello della casa del cantante, suonarono al citofono e Frank chiese alla moglie: “Nancy, puoi per favore dire ad Ava che ho chiesto il divorzio?”. “Frank, sei fuori di testa. Non posso tollerare tutto questo. E lei è una vera pu**ana”, rispose la Barbato riferendosi alla star.

Ma la figlia più piccola di Frank, Tina, aveva un’altra impressione della futura matrigna. “Ciò che ricordo di più, e che pensai quando la vidi per la prima volta, è la sua dolcezza, la pulizia e il profumo. Quell’aria disinvolta, i capelli a posto, senza trucco. Era molto calma e tranquillizzante, tenera, dolce e sognante”. “Con me fu sempre materna, una buona amica. Amava Frank”.

Ava nel profondo era una sfascia famiglie, non riusciva a evitare gli uomini sposati e a stare da sola. Prima di iniziare la relazione clandestina con Frank, nel 1946 ebbe una storia appassionata con Fred McMurray mentre giravano il film “Singapore”. La relazione con l’attore, sposato, era discreta fin quando scoprì che la moglie di Fred, Lillian Lamont, era malata e la chiamò. “Non disapprovava la relazione adulterina in generale ma se un uomo tradisce una moglie malata, questa non può che essere fortemente contraria”, scrivono gli autori citando Mearne “René” Jordan, estetista e confidente di Ava.

Nel 1946, Ava era appena uscita da un infelice matrimonio durato appena sei mesi con il clarinettista Artie Shaw. Fu durante il matrimonio infernale, che Ava cercò rassicurazioni nella psicoanalisi: non era stupida come affermava continuamente Artie Shaw. Ma iniziò a trangugiare Martini dry tutti i giorni, in compagnia della sua amica, l’attrice Lana Turner. “Uno o due Martini, l’aiutavano ad aver fiducia in se stessa, a eliminare il senso di inadeguatezza quando si trovava con Artie e i suoi amici intellettuali”, scrivono gli autori.

I Martini dry diventarono compagni inseparabili delle sue giornate e il protagonista del film, l’affascinante Rober Taylor, l’ennesimo amante già coniugato. Definiva la relazione con Taylor “il piccolo interludio magico” segreto ma durò pochi mesi: Taylor era infelicemente sposato con Barbara Stanwyck, una delle grandi protagoniste di Hollywood e a quel tempo, la storia clandestina avrebbe ricevuto pubblicità negativa.

Anche l’attore Howard Duff, prima di sposare Ida Lupino, ebbe una breve ma tempestosa relazione con Ava. In cerca di stabilità e la sicurezza, con tanti amori clandestini alle spalle, nella vita della star arrivò Frank Sinatra. All’epoca, la fama di donnaiolo di Sinatra non era un segreto. “Frankie ha avuto tutte le donne della città” ha ammesso Jack Keller che riferì le storie clandestine a Hedda Hopper, giornalista regina del gossip e che in ogni città, procurava donne a Frank quando era in tour. “Non può stare senza una donna, negli ultimi cinque anni ne ha avuta una a notte”.

Un altro compito di Keller fu quello di evitare a Frank e Ava la prigione in California, quando una notte, alle tre del mattino, girarono per la strada ubriachi, spegnendo le insegne delle vetrine con due pistole calibro 38. Una bustarella di 20.000 dollari, fece passare l’episodio sotto silenzio.

Frank e Ava erano nel vortice della passione, non potevano lasciarsi: il cantante una volta si era allontanato da Nancy per Lana Turner ma Ava era diversa. Non poteva rinunciare a lei, non era una relazione mordi e fuggi. Nel 1950 Ava fu etichettata come una rovina famiglie ed anche un’ arrampicatrice sociale: quando la storia con Sinatra uscì allo scoperto, furono numerose le lettere di fans disgustati apparse sulla rubrica di gossip del L.A. Time curata da Hedda Hopper. “Mi stanno diffamando”, si lamentò con il giornalista Earl Wilson. Aveva accettato doni costosi dagli amanti, ma nella vita reale non vedeva se stessa come una femme fatale. La sua carriera era in ascesa e quella di Frank intanto stava crollando, la popolarità era infatti ai minimi livelli. Fu in quel periodo che l’attore Farley Granger dichiarò, anni dopo, che aveva avuto una breve relazione con Ava che, evidentemente, non era fedele a Sinatra.

Nancy Sinatra, italo-americana era decisa a tenersi il marito e la cosa la faceva infuriare. “Era stata una buona moglie, la madre dei suoi figli. Aveva diritto di combattere per lui, per il matrimonio. È legata a Frank nella buona e nella cattiva sorte”, la frase di Ava riportata dagli autori. Dopo dodici anni di matrimonio, Nancy infine chiese il divorzio e Ava e Frank si sposarono a Germantown, Philadelphia, il 7 novembre 1951.  Frank aveva 35 anni, Ava 28: erano innamorati e lei sperava durasse per sempre.

A Miami e poi Cuba, vissero una luna di miele romantica, erano felici e nulla sembrava potesse rompere l’incanesimo. Tornati a Los Angeles, la fiaba iniziò a svanire. Frank non riceva proposte come attore e si recò a New York per girare la seconda stagione di The Frank Sinatra Show e rastrellare un po’ di prenotazioni al night club Manhattan. Gi indici d’ascolto erano crollati e lo show stava per essere cancellato. Ava era accanto a lui, nonostante le pressioni della MGM affinché tornasse al lavoro negli studios.

Cedette all’offerta come protagonista in “Le nevi del Kilimanjaro” di Ernest Hemingway, con il suo caro amico Gregory Peck. Ava voleva anche sfuggire al malumore di Frank e alla sua autocommiserazione. La primavera seguente, Frank fu abbandonato dalla Columbia Records e dall’MCA, la sua agenzia. Ava continuava a lavorare per pagare le bollette mentre la depressione di Frank e i sensi di colpa aumentavano per aver lasciato Nancy e figli. Frank e Ava andarono in Kenya, l’attrice doveva girare “Mocambo”, diretto da John Ford, in cui anche Sinatra aveva un piccolo ruolo: la coppia litigava in modo furibondo e seguivano riconciliazioni appassionate.

Quando Sinatra lasciò il Kenya, Ava scoprì di essere incinta, poco prima di Natale decise di andare a Londra per abortire. Voleva figli ma solo se avesse potuto garantire loro stabilità emotiva, quella che lei non aveva mai avuto. Come copertura, il New York Times scrisse che “Ava Gardner stava facendo iniezioni di streptomicina per un tipo di dissenteria contratta in Africa mentre girava Mocambo con Clark Gable. Preoccupato per un provino Frank era ignaro di tutto e quando apprese la notizia rimase sconvolto, il suo cuore era spezzato. Secondo quanto scritto da Sinatra nell’autobiografia, nel corso del matrimonio Ava interruppe due gravidanze. Con Ava, ora era certo che non avrebbe mai potuto costruire una famiglia. La sua carriera riprese a decollare e insieme le notti “selvagge”.

Nel 1955, Ava aveva acquistato una casa a La Moraleja, Spagna, un sobborgo di Madrid. Si stava già separando da Sinatra. Nel luglio 1957, sei anni dopo il taglio della la torta nuziale, divorziarono. “Erano troppo simili”, ricordò Tina Sinatra. “Erano molto amici, si amavano profondamente, ma a quel punto contavano solo le loro carriere”. Quella di Frank brillò quando vinse un Oscar per la performance in “Da qui all’eternità” e iniziò a far ingelosire Ava con altre donne. Ava era stanca della sua gelosia, della possessività, dell’ego ipertrofico e “non voleva sopprimere la sua identità per nessun uomo”.

Tornò a essere l’Ava seduttrice ed ebbe una storia con l’attore Tony Franciosa, conosciuto a Roma sul set. Franciosa era sposato con Shelley Winters che insospettita iniziò a seguire Ava. Tornata a Madrid, Ava continuò a folleggiare e bere pesantemente, ma l’età stava avanzando e non notava più, negli uomini, lo sguardo del desiderio. Era disperatamente sola. L’alcool e l’insicurezza continuavano a inseguirla. Aveva i suoi cani corgi, un regalo di Frank che la chiamava ancora tre volte a settimana ma ormai su lei si era abbattuta una pesante solitudine.

Nel 1986 un ictus paralizzò il suo lato sinistro e per un po’ le tolse la parola. Alla vigilia di Capodanno nel 1990, con problemi ai polmoni, Ava festeggiava con una sigaretta e un bicchiere di champagne. Si spense il 25 gennaio per una broncopolmonite e il lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune. “Mi dispiace aver passato 25 anni a fare film. Vorrei le cose più importanti per una donna: un buon matrimonio, i figli, un’educazione migliore. Non vorrei sposarmi ma risposarmi”, riferendosi evidentemente solo a Sinatra. Quando morì era ancora devota a Frank, il grande amore della sua vita. “Non l’ha mai superato”, ha dichiarato Tina Sinatra.

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