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Chi è Elena Ferrante? Il caso editoriale che appassiona anche Hillary Clinton

ROMA – Amata in Italia, osannata oltre oceano dove è stata uno dei casi editoriali del 2015. Al punto da finire sul comodino della candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, avvistata più volte tra una pausa e l’altra della campagna elettorale col naso immerso nei suoi libri. Stiamo parlando di Elena Ferrante, misterioso pseudonimo dietro il quale si cela l’autrice (o l’autore) della cosiddetta “quadrilogia napoletana”. Un vero e proprio giallo editoriale che inizia a scottare.

I più autorevoli quotidiani di tutto il mondo hanno sguinzagliato critici letterari e segugi per scovare il vero volto della scrittrice, senza mai venirne a capo. Ultimo, in ordine di tempo, Il Sole 24 Ore, che è andato a fare letteralmente i conti in tasca alla “sospettata” numero uno, Anita Raja. Ma l’invasione non è stata gradita dall’editore Sandro Ferri, patron insieme alla moglie Sandra Ozzola della casa editrice e/o che dal 2011 pubblica L’amica geniale e seguenti.

Non è tanto il nome ad aver fatto infuriare Ferri – da anni si vocifera su Anita Raja o su un possibile lavoro a quattro mani col marito di lei, lo scrittore Domenico Starnone – ma è stata la pista dei soldi. A differenza di altre ipotesi, tutte letterarie, Il Sole 24 Ore si è messo a indagare su compensi professionali e visure catastali secondo l’infallibile metodo del “follow the money” (segui i soldi). E per Ferri questa è una clamorosa invasione della privacy: “Trovo disgustoso – si sfoga sul quotidiano la Repubblica – il giornalismo che tratta le scrittrici come camorriste”.

Tuttavia l’editore non smentisce né tanto meno conferma lo scoop. Si limita a giudicare oltraggiosa la caccia all’identità segreta: “È un assedio senza tregua, una mancanza di rispetto nei confronti di una persona che non vuole apparire”.

Ma in quali conti Il Sole 24 Ore è andato a ficcare il naso? Anita Raja, 63 anni, è una saggista napoletana e un’affermata traduttrice dal tedesco che da anni collabora con la casa editrice e/o. Ma secondo il quotidiano economico i suoi incarichi degli ultimi anni non giustificherebbero da soli i compensi ricevuti dalla casa editrice. Nel 2014 il suo reddito sarebbe aumentato del 50%, mentre nel 2015 sarebbe più che raddoppiato (+150%). Nessun altro dipendente, asserisce sempre Il Sole, avrebbe ricevuto un simile trattamento.

Non paghi, i segugi del Sole sono andati a guardare nelle visure catastali di Raja e consorte, scoprendo un patrimonio immobiliare di pregio: un appartamento nel centro di Roma, una villa in campagna in Toscana e un altro immobile del valore di 1,2 milioni di euro. Tutti acquistati dopo il boom editoriale della Ferrante sul mercato anglosassone e il successo del film di Martone, L’amore molesto, tratto dal suo primo libro.

Coincidenze o prove indiziarie? Poco importa, gli stessi numeri hanno convinto anche il tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, la New York Review of Books e la rivista francese Mediapart. Certo è che le stesse risorse investigative sarebbero forse più utili se fossero impiegate a stanare gli evasori fiscali invece che gli autori non assetati di gloria.

Negli anni, Elena Ferrante è stata identificata oltre che con Anita Raja, anche con il critico Goffredo Fofi, con gli editori Sandro Ferri e Sandra Ozzola e, tra gli altri, perfino con Gaetano Quagliariello, storico e politico, attuale presidente di Idea (Identità e Azione).

Tra curiosità e ironia, il dibattito rimbalza spesso anche sui social. Ma alla fine, più che l’identità dell’autrice, al pubblico sembrano stare a cuore le sorti di Lila e Lenù le due protagoniste della saga che ora si apprestano a sbarcare sul piccolo schermo. The Neapolitan Novels è il titolo della serie tv, prodotta da Fandango e Wildside con altri partner stranieri. Le vedremo in carne ed ossa: piccole amiche e rivali nella Napoli degli anni ’50, poi giovani donne alle prese con la ferocia del rione, adulte nei fermenti degli anni ’70, madri consapevoli e disperate, in un continuo rovesciamento di destini, riavvicinamenti e distanze, speranze e paure, palpiti e silenzi.

Mentre il giallo letterario resta irrisolto e la casa editrice continua a mantenere in serbo il segreto, facendosi forte dei numeri: milioni di copie vendute in tutto il mondo; Ferrante candidata al Man Booker International Prize, dopo essere stata in lizza per il Premio Strega nel 2015. Numero uno nella classifica del New York Times e dei librai indipendenti Usa.

La saga è stata pubblicata in oltre 30 paesi: in particolare, la Ferrante è alla nona edizione in Spagna, nel 2016 è entrata in top ten in Catalogna e Australia, Francia e Cile (dopo aver toccato lo scorso anno la vetta delle classifiche in Inghilterra, Svezia, Norvegia e Israele) e in America sta per uscire l’edizione aggiornata e integrata della Frantumaglia, raccolta di riflessioni e interviste alla misteriosa autrice.