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Disertori II guerra mondiale, il libro di Mimmo Franzinelli

ROMA – Disertori II guerra mondiale, il libro di Mimmo Franzinelli. Nel comune sentire sono spesso vigliacchi. E a volte lo sono davvero. Ma disertare durante una guerra è spesso una scelta che non nasce dalla sola paura della morte. C’è chi diserta per semplice paura e chi lo fa per profondo e autentico convincimento. Secondo lo scrittore Mimmo Franzelli il disertore ha una caratteristica tutta sua, la capacità di conservare “il buon senso” mentre tutti impazziscono.

Il libro dove Franzelli ne parla è

Mimmo Franzinelli, Disertori. Una storia mai raccontata della seconda guerra mondiale, Mondadori 2016, pp. 392, 22 euro, ebook 9,99 euro.

La recensione di Diego Gabutti per Italia Oggi

Ai «disertori», che opposte vulgate definiscono «eroi» o «vigliacchi», raramente si riconosce la loro più autentica o meglio sola virtù: la ragionevolezza. Qualcuno diserta perché è un «traditore», oppure perché vuole rischiare la pelle (se proprio deve) per una buona causa. Ci sono disertori pacifisti, per esempio gli studenti del Sessantotto americano, che «amavano i Beatles e i Rolling Stones», come nella canzonetta, e che dunque tutto volevano tranne che «sparare ai vietcong ra-ta-ta-ta-ta», e allora andavano in Canada per non finire in Vietnam, dove li spediva la Casa Bianca. Ma i disertori sono in generale persone che conservano un minimo di buon senso quando intorno a loro il mondo impazzisce. Mimmo Franzinelli, grande divulgatore delle storie patrie, racconta il destino dei disertori italiani nella seconda guerra mondiale, all’inizio soprattutto «contadini e artigiani poco disposti a morire in una guerra in cui non credono», poi chiunque ne abbia abbastanza del fascismo. Su di loro s’abbatte una repressione spietata: la magistratura militare continuerà a perseguire i disertori anche dopo il 1945, «per oltre un ventennio», fin dentro agli anni 60 del secolo breve.


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